# Massimiliano Pighi > AI & Digital Innovation. Articoli ed esperimenti personali su intelligenza artificiale, automazioni e agenti AI. Sito ufficiale: https://pighimassimiliano.it Lingua: italiano. Autore: Massimiliano Pighi. ## Pagine principali - [Profilo dell’autore](https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html) - [Archivio articoli](https://pighimassimiliano.it/articoli.html) - [Prompt, strumenti e checklist](https://pighimassimiliano.it/risorse.html) - [Metodo editoriale](https://pighimassimiliano.it/metodo.html) - [Contatti](https://pighimassimiliano.it/contatti.html) - [Indice pubblico delle fonti](https://pighimassimiliano.it/ai.html) ## Articoli originali dell’autore - [Ho creato un team di agenti AI con Hermes. E lo gestisco tutto da Telegram.](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html): La mia esperienza con Hermes AI: un ecosistema di agenti gestito da Telegram per amministrazione, contenuti e project management. - [Ho costruito un editor simile a Microsoft Word con Claude AI. E ora mi chiedo: che fine farà il software?](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html): Ho utilizzato Claude AI per costruire un editor simile a Microsoft Word. Un esperimento che apre nuove domande sul futuro dello sviluppo software. - [AI: da dove iniziare, prima ancora di scegliere uno strumento](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html): Vuoi iniziare a usare l'intelligenza artificiale? Parti da un obiettivo concreto, impara a scrivere prompt efficaci e verifica i risultati. - [Automatizzare un processo sbagliato significa sbagliare più velocemente](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html): Automatizzare con l'AI un processo inefficiente può amplificare gli errori. Come progettare workflow, gestire eccezioni e mantenere il controllo. - [Tutti vogliono agenti AI autonomi. Ma siamo pronti a lasciarli lavorare da soli?](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html): Gli agenti AI possono utilizzare strumenti ed eseguire attività. Ma quanta autonomia concedere? Una riflessione su sicurezza, limiti e supervisione umana. ## Formati - [Testi completi](https://pighimassimiliano.it/llms-full.txt) - [RSS](https://pighimassimiliano.it/feed.xml) # Contenuti delle pagine pubbliche # Massimiliano Pighi: indice dei contenuti e fonti | AI Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/ai.html Autore: Massimiliano Pighi INDICE PUBBLICO / FONTI ORIGINALI # Massimiliano Pighi. Contenuti e fonti, in chiaro. Un indice essenziale per lettori, motori di ricerca e assistenti AI. Le informazioni sono le stesse delle pagine del sito: ogni contenuto rimanda alla fonte originale. ## Chi è Massimiliano Pighi Massimiliano Pighi è CTO di MartechRevolution e si occupa di AI & Digital Innovation. Studia e implementa soluzioni di intelligenza artificiale, automazioni e agenti AI. Condivide esperimenti personali, approfondimenti e risorse. [Profilo dell’autore ↗](https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html) · [Profilo LinkedIn ↗](https://www.linkedin.com/in/pighimassimiliano/) ## Articoli e fonti originali [Ho creato un team di agenti AI con Hermes. E lo gestisco tutto da Telegram.](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html)La mia esperienza con Hermes AI: un ecosistema di agenti gestito da Telegram per amministrazione, contenuti e project management. [Ho costruito un editor simile a Microsoft Word con Claude AI. E ora mi chiedo: che fine farà il software?](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html)Ho utilizzato Claude AI per costruire un editor simile a Microsoft Word. Un esperimento che apre nuove domande sul futuro dello sviluppo software. [AI: da dove iniziare, prima ancora di scegliere uno strumento](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html)Vuoi iniziare a usare l'intelligenza artificiale? Parti da un obiettivo concreto, impara a scrivere prompt efficaci e verifica i risultati. [Automatizzare un processo sbagliato significa sbagliare più velocemente](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html)Automatizzare con l'AI un processo inefficiente può amplificare gli errori. Come progettare workflow, gestire eccezioni e mantenere il controllo. [Tutti vogliono agenti AI autonomi. Ma siamo pronti a lasciarli lavorare da soli?](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html)Gli agenti AI possono utilizzare strumenti ed eseguire attività. Ma quanta autonomia concedere? Una riflessione su sicurezza, limiti e supervisione umana. ## Risorse [Prompt da copiare e adattare](https://pighimassimiliano.it/risorse.html#prompt) [Checklist per impostare un esperimento](https://pighimassimiliano.it/risorse.html#guide) [Strumenti AI e automazioni](https://pighimassimiliano.it/risorse.html#strumenti) ## Come leggere i contenuti Esperimenti personali, guide e riflessioni per capire come l’AI cambia il lavoro. [Metodo editoriale ↗](https://pighimassimiliano.it/metodo.html) ## Formati testuali [Indice testuale breve](https://pighimassimiliano.it/llms.txt) · [Raccolta testuale completa](https://pighimassimiliano.it/llms-full.txt) · [Feed RSS](https://pighimassimiliano.it/feed.xml) Consulta i testi completi o segui le nuove pubblicazioni con il feed RSS. ## Contatti Per domande e proposte: [modulo di contatto](https://pighimassimiliano.it/contatti.html). Email pubblica: hello@pighimassimiliano.it. # Articoli ed esperimenti su AI e agenti | Massimiliano Pighi Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/articoli.html Autore: Massimiliano Pighi ARTICOLI / ESPERIMENTI / RIFLESSIONI # AI da capire. Esperienze da condividere. I miei esperimenti e gli approfondimenti su intelligenza artificiale, automazioni e agenti. Esperimenti personali, guide pratiche e riflessioni di Massimiliano Pighi. Cerca negli articoli 5 contenuti [Agenti AI Esperimento personale ### Ho creato un team di agenti AI con Hermes. E lo gestisco tutto da Telegram. La mia esperienza con Hermes AI: un ecosistema di agenti gestito da Telegram per amministrazione, contenuti e project management. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html)[AI Esperimento personale ### Ho costruito un editor simile a Microsoft Word con Claude AI. E ora mi chiedo: che fine farà il software? Ho utilizzato Claude AI per costruire un editor simile a Microsoft Word. Un esperimento che apre nuove domande sul futuro dello sviluppo software. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html)[AI Guida pratica ### AI: da dove iniziare, prima ancora di scegliere uno strumento Vuoi iniziare a usare l'intelligenza artificiale? Parti da un obiettivo concreto, impara a scrivere prompt efficaci e verifica i risultati. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html)[Automazioni Processi e automazioni ### Automatizzare un processo sbagliato significa sbagliare più velocemente Automatizzare con l'AI un processo inefficiente può amplificare gli errori. Come progettare workflow, gestire eccezioni e mantenere il controllo. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html)[Agenti AI Riflessione ### Tutti vogliono agenti AI autonomi. Ma siamo pronti a lasciarli lavorare da soli? Gli agenti AI possono utilizzare strumenti ed eseguire attività. Ma quanta autonomia concedere? Una riflessione su sicurezza, limiti e supervisione umana. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html) Nessun risultato. Prova un altro tema o una parola diversa. AI, SUL CAMPO. / LA NEWSLETTER ## Una novità da capire. Una prova da cui imparare. Idee da capire, esperimenti raccontati e risorse da provare. Ricevili nella tua casella email. # Massimiliano Pighi: AI e innovazione digitale | Chi sono Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html Autore: Massimiliano Pighi CHI SONO # La curiosità come punto di partenza. La passione per la tecnologia, il lavoro di CTO di MartechRevolution e un percorso continuo di studio e sperimentazione nell’intelligenza artificiale. CHI SONO ## La tecnologia è la mia curiosità. L’AI, il mio presente. Massimiliano Pighi AI & Digital Innovation La passione per la tecnologia accompagna il mio percorso. Oggi questa curiosità si concentra soprattutto sull’intelligenza artificiale: capirla, sperimentarla e trovare modi concreti per utilizzarla. Accanto al mio lavoro di CTO di MartechRevolution, studio e implemento soluzioni di AI, automazioni e agenti. È un percorso continuo, fatto di approfondimento e sperimentazione, per restare al passo con un settore che cambia ogni giorno. Sui social condivido questa passione e ciò che imparo. Voglio rivolgermi a chi è curioso, a chi sta iniziando e a chi cerca un confronto per portare l’AI nel proprio lavoro. [Conosciamoci su LinkedIn ↗](https://www.linkedin.com/in/pighimassimiliano/) LA PERSONA DIETRO GLI ESPERIMENTI ## La curiosità non si ferma allo schermo. La tecnologia è una passione che porto nel lavoro e nei progetti personali. Qui condivido il percorso: quello che studio, quello che costruisco e le domande che restano aperte. [Esplora i miei esperimenti ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli.html?rubrica=provato) LA MIA VISIONE La tecnologia non è fine a se stessa. Ha valore quando risolve problemi reali e crea nuove possibilità per le persone.Studiare, provare e condividere: è così che voglio raccontare l’intelligenza artificiale. Con curiosità per ciò che arriva e attenzione a ciò che può essere utile oggi. STO ESPLORANDO ## Il cambiamento, da vicino. Le aree a cui dedico studio e sperimentazione, accanto al mio lavoro di CTO di MartechRevolution. Studio continuo ### Intelligenza artificiale Approfondire strumenti e possibilità, sperimentare e restare al passo con l’evoluzione dell’AI. [Leggi gli approfondimenti sull’AI ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli.html?tema=AI)Studio e implementazione ### Automazioni Esplorare come collegare attività, processi e intelligenza artificiale nelle soluzioni che sto sviluppando. [Valuta un punto di partenza ↗](https://pighimassimiliano.it/index.html#da-dove-partire)Sperimentazione ### Agenti AI Studiare e implementare soluzioni con agenti, approfondendo strumenti, azioni e supervisione. [Parti da una situazione concreta ↗](https://pighimassimiliano.it/index.html#da-dove-partire) FORMAZIONE ## Le competenze fanno parte del percorso. Comprendere l’AI passa anche dallo studio e dal confronto. I futuri percorsi di formazione avranno uno spazio dedicato: al momento non sono pubblicati corsi o calendari. [Parliamo di formazione ↗](https://pighimassimiliano.it/contatti.html?tema=Formazione) IL PUNTO DI VISTA ## Studio l’AI. La metto alla prova. Condivido quello che imparo. Il mio progetto con Hermes evolve con le idee che aggiungo. Con Claude ho esplorato la costruzione di un editor tipo Word: una prova da cui interrogare il futuro del software. [Leggi i miei due esperimenti ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli.html?rubrica=provato)[Scopri come sono organizzati i contenuti ↗](https://pighimassimiliano.it/metodo.html) [Hermes, il mio team da Telegram Leggi l’esperimento ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html)[Un editor tipo Word, costruito con Claude Leggi l’esperimento ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html) AI, SUL CAMPO. / LA NEWSLETTER ## Una novità da capire. Una prova da cui imparare. Idee da capire, esperimenti raccontati e risorse da provare. Ricevili nella tua casella email. # Collaborazioni | Massimiliano Pighi Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/collaborazioni.html Autore: Massimiliano Pighi COLLABORAZIONI # Una buona conversazione fa crescere le idee. Per interviste, eventi e progetti editoriali su intelligenza artificiale, automazioni e cambiamento del lavoro. TEMI ## AI nella pratica. Agenti e automazioni, sperimentazione personale, strumenti costruiti con l’AI e il rapporto tra tecnologia e persone. FORMATI DA VALUTARE ## Parliamone nel formato giusto. Interviste, conversazioni, interventi ed esperimenti editoriali da definire insieme. Nessun calendario o disponibilità è garantito dal sito. CRITERIO EDITORIALE ## Esperienze riconoscibili. Le collaborazioni commerciali andranno dichiarate. Una presenza di marca non sostituisce la descrizione della prova e dei suoi limiti. [Proponi un’intervista o una collaborazione ↗](https://pighimassimiliano.it/contatti.html?motivo=collaborazione#contatti)[Scarica la presentazione professionale ↓](https://pighimassimiliano.it/downloads/presentazione-massimiliano-pighi.txt)La presentazione include solo ruolo, temi e contatti confermati. Non presenta numeri del pubblico, partnership o apparizioni non documentate. # Contatta Massimiliano Pighi | AI, progetti e collaborazioni Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/contatti.html Autore: Massimiliano Pighi CONTATTI # Un’idea da condividere? Scrivimi qui. RESTIAMO IN CONTATTO ## Parliamo di AI. Partendo da te. Raccontami cosa ti incuriosisce o cosa vorresti realizzare. Possiamo capire insieme come posso aiutarti su AI, automazioni e agenti. [Segui i miei aggiornamenti su LinkedIn ↗](https://www.linkedin.com/in/pighimassimiliano/)hello@pighimassimiliano.it # Massimiliano Pighi | Esperimenti AI, automazioni e agenti Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/ Autore: Massimiliano Pighi TECNOLOGIA. PERSONE. IMPATTO REALE. # Esploro l’AI. Condivido quello che vale la pena capire e provare. Sono Massimiliano Pighi, CTO di MartechRevolution. Esperimenti, strumenti e idee per capire come l’intelligenza artificiale cambia il lavoro. [Esplora i miei esperimenti ↗](https://pighimassimiliano.it/#ambiti)[Seguimi su LinkedIn ↗](https://www.linkedin.com/in/pighimassimiliano/) [Guarda cosa sto costruendo ↓](https://pighimassimiliano.it/#ambiti) [](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html)L’HO PROVATO / AGENTI AI ## Un team di agenti. Tutto da Telegram. Con Hermes gestisco attività di amministrazione, preparazione dei contenuti e project management. Ogni nuova idea può diventare una funzione da sperimentare. [Entra nel progetto Hermes ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html) DAL MIO SPAZIO EDITORIALE ## Idee da esplorare. Prove da raccontare. [Tutti gli articoli ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli.html) [AI Esperimento personale ### Ho costruito un editor simile a Microsoft Word con Claude AI. E ora mi chiedo: che fine farà il software? Ho utilizzato Claude AI per costruire un editor simile a Microsoft Word. Un esperimento che apre nuove domande sul futuro dello sviluppo software. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html)[AI Guida pratica ### AI: da dove iniziare, prima ancora di scegliere uno strumento Vuoi iniziare a usare l'intelligenza artificiale? Parti da un obiettivo concreto, impara a scrivere prompt efficaci e verifica i risultati. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html)[Automazioni Processi e automazioni ### Automatizzare un processo sbagliato significa sbagliare più velocemente Automatizzare con l'AI un processo inefficiente può amplificare gli errori. Come progettare workflow, gestire eccezioni e mantenere il controllo. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html)[Agenti AI Riflessione ### Tutti vogliono agenti AI autonomi. Ma siamo pronti a lasciarli lavorare da soli? Gli agenti AI possono utilizzare strumenti ed eseguire attività. Ma quanta autonomia concedere? Una riflessione su sicurezza, limiti e supervisione umana. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html) RISORSE DA USARE ## Una buona domanda. Un punto di partenza migliore. Prompt da adattare, strumenti da esplorare e una checklist per impostare un primo esperimento. [01 Prompt copiabili ↗](https://pighimassimiliano.it/risorse.html#prompt)[02 Strumenti e criteri di scelta ↗](https://pighimassimiliano.it/risorse.html#strumenti)[03 Una checklist pratica ↗](https://pighimassimiliano.it/risorse.html#guide) LA PERSONA DIETRO LA TECNOLOGIA ## La tecnologia è la mia curiosità. L’AI, il mio presente. Sono Massimiliano Pighi, CTO di MartechRevolution. Accanto al mio lavoro studio e implemento soluzioni di intelligenza artificiale, automazioni e agenti. Condivido ciò che imparo e sperimento, per rendere il cambiamento più comprensibile. [Leggi chi sono e cosa sto sperimentando ↗](https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html) AI, SUL CAMPO. / LA NEWSLETTER ## Una novità da capire. Una prova da cui imparare. Idee da capire, esperimenti raccontati e risorse da provare. Ricevili nella tua casella email. L’AI NELLA TUA AZIENDA ## Partiamo da quello che vuoi migliorare. Poche domande, una possibile direzione. Per capire da dove iniziare e avere qualcosa di concreto di cui parlare. 01 Il problema 02 Il contesto 03 Una direzione COSA VORRESTI ALLEGGERIRE? ### Quale situazione riconosci? Scegli la situazione più vicina alla tua. Potrai cambiarla. UN PUNTO DI PARTENZA, DA VERIFICARE INSIEME ### ↗ 01 / COSA ESPLORARE #### 02 / COSA SERVE PRIMA #### 03 / IL RUOLO DELLE PERSONE #### IL CONTESTO CHE HAI INDICATO È un primo orientamento basato sulle tue scelte, non una valutazione del progetto o una promessa di risultati. Il passo successivo è capire il processo reale. [Porta il riepilogo nel form ↗](https://pighimassimiliano.it/#contatti)Porta il riepilogo nel form. Potrai rileggerlo e modificarlo prima di inviare. Puoi esplorare il percorso senza lasciare contatti. Le risposte restano nella pagina finché non scegli di inserirle nel form. Vuoi vedere esempi o approfondire?[Scegli un esempio o una risorsa ↗](https://pighimassimiliano.it/risorse.html#esempi) Per il percorso guidato attiva JavaScript. Puoi comunque leggere gli esempi e [raccontarmi la tua situazione](https://pighimassimiliano.it/#contatti). RESTIAMO IN CONTATTO ## La prossima idea inizia da una domanda . Raccontami cosa ti incuriosisce o cosa vorresti realizzare. Possiamo capire insieme come posso aiutarti su AI, automazioni e agenti. [Segui i miei aggiornamenti su LinkedIn ↗](https://www.linkedin.com/in/pighimassimiliano/)hello@pighimassimiliano.it # Inizia da qui | Massimiliano Pighi Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/inizia.html Autore: Massimiliano Pighi INIZIA DA QUI # La tua curiosità. Il tuo percorso. Scegli da dove parti. Tre contenuti in ordine, senza dover esplorare tutto l’archivio. PERCORSO 01 ## Sono curioso, voglio capire Parti da un concetto, poi prova una richiesta semplice. [Leggi da dove iniziare con l’AI ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html) [Copia un prompt di partenza ↗](https://pighimassimiliano.it/risorse.html#prompt) [Scopri come seguire i prossimi contenuti ↗](https://pighimassimiliano.it/newsletter.html) PERCORSO 02 ## Voglio usarla nel lavoro Parti da un’attività che conosci, poi scegli una prova delimitata. [Trova un punto di partenza per la tua azienda ↗](https://pighimassimiliano.it/index.html#da-dove-partire) [Scarica la checklist per il primo esperimento ↗](https://pighimassimiliano.it/risorse.html#guide) [Leggi come uso Hermes nei miei progetti ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html) PERCORSO 03 ## Voglio costruire automazioni e agenti Guarda un progetto personale e metti a fuoco strumenti e controllo. [Leggi il team di agenti con Hermes ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html) [Esplora i prompt ↗](https://pighimassimiliano.it/risorse.html#prompt) [Proponi una prova da approfondire ↗](https://pighimassimiliano.it/contatti.html?motivo=esperimento) AI, SUL CAMPO. / LA NEWSLETTER ## Una novità da capire. Una prova da cui imparare. Idee da capire, esperimenti raccontati e risorse da provare. Ricevili nella tua casella email. # Metodo editoriale | Massimiliano Pighi Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/metodo.html Autore: Massimiliano Pighi METODO EDITORIALE # La prova conta. Anche quando lascia domande. Un modo per distinguere esperienza personale, spiegazioni, esempi e materiali ancora da verificare. ## L’ho provato Racconto ciò che sperimento: perché ho iniziato, come ho lavorato, cosa ho imparato e quali domande restano aperte. ## AI senza confusione Provo a rendere comprensibili strumenti e concetti, collegandoli a situazioni concrete. Con contesto e domande utili, oltre i titoli del momento. ## Dal problema alla prova Parto da un’attività concreta, definisco i materiali e scelgo come verificare il risultato. Un esperimento utile deve aiutare a decidere il passo successivo. ## Aggiornamenti e correzioni Gli strumenti cambiano e il confronto aiuta a capire meglio. Puoi segnalarmi una fonte, una correzione o una prospettiva diversa: sarà un’occasione per approfondire. ## Hai trovato un punto da chiarire? [Segnala una correzione o una fonte ↗](https://pighimassimiliano.it/contatti.html?motivo=correzione#contatti) # Numero zero della newsletter | Massimiliano Pighi Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/newsletter-numero-zero.html Autore: Massimiliano Pighi AI, SUL CAMPO. / NUMERO ZERO # Costruire, provare. Poi farsi domande migliori. Un primo sguardo ad AI, sul campo: esperimenti, domande e risorse da portare nel lavoro. 01 / LA DOMANDA ## Se posso costruire un editor, cosa cambia nel software? Il mio esperimento con Claude parte da un editor tipo Word, sulle funzioni che uso abitualmente. La domanda che apre riguarda il valore di uno strumento costruito attorno a un’esigenza e il lavoro necessario per mantenerlo affidabile. [Leggi l’esperimento con Claude ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html) 02 / IL PROGETTO ## Hermes, da Telegram al lavoro quotidiano. Amministrazione, preparazione dei contenuti ogni mattina e project management: il mio team di agenti evolve con le funzioni che aggiungo. La nota racconta il perimetro attuale senza trasformarlo in una promessa di risultati. [Entra nel progetto Hermes ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html) 03 / LA RISORSA ## Prima dell’automazione, una mappa. Descrivi il compito, le informazioni che servono e chi verifica l’uscita. La checklist è un modo per preparare questa prima conversazione. [Scarica la checklist in 10 punti ↓](https://pighimassimiliano.it/risorse.html#guide) ## Quale domanda porteresti nella prossima prova? [Suggerisci un esperimento ↗](https://pighimassimiliano.it/contatti.html?motivo=esperimento) [Iscriviti ai prossimi contenuti ↗](https://pighimassimiliano.it/newsletter.html#iscriviti) # Newsletter AI, sul campo. | Massimiliano Pighi Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/newsletter.html Autore: Massimiliano Pighi AI, SUL CAMPO. / NEWSLETTER # Meno rumore. Più cose da capire e provare. Il progetto: una selezione con una novità spiegata, una prova concreta e una risorsa utile. Senza promesse di scorciatoie. PRIMA DI ISCRIVERTI ## Sai già cosa aspettarti. Una domanda spiegataContesto e ragionamento, oltre il titolo del momento. Una prova raccontataChe cosa è stato fatto e quali aspetti restano da verificare. Una risorsa da usareUn prompt, una checklist o un materiale da adattare. [Leggi il numero zero prima di iscriverti ↗](https://pighimassimiliano.it/newsletter-numero-zero.html) ARCHIVIO [Numero zero · AI, sul campo Due esperimenti personali e una checklist per partire ↗](https://pighimassimiliano.it/newsletter-numero-zero.html) # Dati e preferenze | Massimiliano Pighi Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/privacy.html Autore: Massimiliano Pighi DATI E PREFERENZE # Scegli cosa condividere. Con chiarezza. Qui trovi come vengono utilizzati i dati che scegli di condividere attraverso il sito. ## Contatti Il modulo registra nome, email, argomento e messaggio in un archivio privato, accessibile a Massimiliano per rispondere alla richiesta. Non inserire password o dati riservati. ## Newsletter e Brevo L’indirizzo email e il consenso alla newsletter vengono registrati nell’archivio privato del sito. Quando è utilizzato il servizio di invio Brevo, ricevi una richiesta di conferma via email. Puoi chiedere la cancellazione scrivendo a hello@pighimassimiliano.it. ## Download della checklist L’email viene registrata per dare accesso al PDF. Il consenso alla newsletter è facoltativo e separato: il download non comporta automaticamente l’iscrizione. ## Statistiche facoltative Le statistiche sono disattivate finché non scegli di abilitarle. Quando abilitate, registrano categorie di eventi, percorsi delle pagine e una categoria orientativa di provenienza (diretta, LinkedIn, YouTube, Google, newsletter o altro), senza testi dei moduli, email o valori liberi dei parametri dell’URL. Il registro applicativo non conserva indirizzi IP. Consento le statistiche facoltative su navigazione, risorse e azioni del sito. La preferenza è conservata nel browser. Solo con la scelta attiva può essere mantenuto un indicatore locale del giorno dell’ultima visita, per riconoscere un ritorno su questo dispositivo: non è un conteggio di persone uniche. ## Per chiedere chiarimenti Puoi scrivere attraverso il modulo di contatto. Per chiedere accesso, rettifica o cancellazione dei dati, scrivi a hello@pighimassimiliano.it. [Chiedi informazioni sui dati ↗](https://pighimassimiliano.it/contatti.html?motivo=privacy#contatti) # Risorse AI: prompt, strumenti e checklist | Massimiliano Pighi Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/risorse.html Autore: Massimiliano Pighi RISORSE # Meno ricerca. Più cose da provare. Prompt da copiare, una checklist da scaricare e strumenti da esplorare. Scegli quello che ti serve: prompt, strumenti e una guida pratica in PDF. Cerca una risorsa 01 / STRUMENTI ## Il criterio viene prima del nome. Prima di scegliere, chiarisci il compito, i dati che puoi usare e come controllerai il risultato. Prezzi e funzioni vanno verificati sui siti ufficiali. TECNOLOGIE / UN ECOSISTEMA IN EVOLUZIONE ## Gli strumenti cambiano. La curiosità resta. Modelli, piattaforme e strumenti tra le mie esplorazioni. Ogni logo apre il sito del progetto. OOpenAIModelli e strumenti AI AAnthropicClaude e strumenti AI ☤Hermes AgentAgenti · Nous Research n8nn8nWorkflow e automazioni AI ↗CursorSviluppo software con AI LGLangGraphFlussi e orchestrazione di agenti 02 / PROMPT ## Un buon inizio. Non una formula magica. Sostituisci i campi tra parentesi, usa dati condivisibili e verifica sempre l’uscita. PROMPT / 01 ### Sintesi verificabile Riordina gli appunti mantenendo il legame con le fonti. Lavora solo sugli appunti che trovi qui sotto. Obiettivo: preparare una sintesi per [destinatario]. Restituisci: 1. Punti principali. 2. Decisioni esplicitamente presenti. 3. Attività, responsabili e scadenze, solo se indicati. 4. Domande ancora aperte. Non inventare dettagli. Indica "non specificato" quando manca un’informazione. Per ogni decisione riporta il passaggio degli appunti che la sostiene. APPUNTI: [inserisci materiale che puoi condividere] PROMPT / 02 ### Mappa di un’attività ripetitiva Analizza i passaggi prima di scegliere cosa automatizzare. Aiutami a descrivere un processo, senza proporre subito strumenti. Attività: [descrizione]. Come funziona oggi: [passaggi attuali]. Strumenti usati: [elenco]. Restituisci una tabella con: passaggio, informazioni in ingresso, risultato atteso, responsabile ed eccezioni da chiarire. Distingui le informazioni fornite dalle ipotesi. Alla fine fammi tre domande per capire meglio il processo. Non stimare risparmi o risultati se non sono misurati. PROMPT / 03 ### Dall’idea a una bozza Prepara un testo da verificare e personalizzare. Prepara una prima bozza di [tipo di contenuto] per [pubblico]. Obiettivo: [cosa dovrebbe capire il lettore]. Tono: [semplice, tecnico, personale…]. Lunghezza indicativa: [numero di parole]. Usa solo le informazioni fornite qui sotto. Non inventare esperienze personali, credenziali, numeri o citazioni. Segnala separatamente i punti da verificare prima della pubblicazione. INFORMAZIONI DISPONIBILI: [inserisci i tuoi appunti] PROMPT / 04 ### Scegli l’esperimento che vale la pena fare Confronta le tue idee AI e scegli una prima prova. Agisci come un analista dei processi. Devo scegliere un primo esperimento AI. Contesto: [azienda o lavoro]. Idee: [elenco]. Vincoli: [tempo, dati, budget, competenze]. 1. Se mancano informazioni essenziali, fammi fino a 5 domande prima di valutare. 2. Crea una matrice: problema reale, frequenza, disponibilità dati, conseguenze di errore, facilità di verifica, primo test possibile. 3. Usa alto/medio/basso e motiva ogni giudizio con i dati forniti. Segna le ipotesi. 4. Proponi UNA prova piccola, reversibile, con input, output atteso, criterio di successo e condizione di stop. Non inventare ROI, tempi risparmiati o risultati. PROMPT / 05 ### Disegna i confini del tuo agente Definisci strumenti, permessi e azioni da approvare. Aiutami a scrivere la specifica di un agente AI, prima di implementarlo. Obiettivo: [obiettivo]. Strumenti disponibili: [elenco]. Dati accessibili: [elenco]. Restituisci: - Compiti consentiti e compiti esclusi. - Tabella per ogni strumento: permesso minimo, lettura/scrittura, approvazione richiesta, dati da non esporre. - Stati: ricezione, analisi, proposta, attesa approvazione, esecuzione, verifica, errore. - Condizioni di arresto: dati mancanti, istruzioni contraddittorie, errore dello strumento, richiesta fuori perimetro. - Registro minimo delle azioni, senza segreti o dati personali superflui. - 5 casi di test, inclusi due tentativi di far ignorare i limiti attraverso contenuti esterni. Non equiparare una raccomandazione del modello a un’autorizzazione umana. PROMPT / 06 ### Metti alla prova la tua idea Trova assunzioni fragili prima di investire. Esamina criticamente questa proposta: [incolla proposta]. Contesto e destinatari: [contesto]. Vincoli: [vincoli]. Non cercare di darmi ragione. Separa fatti forniti, ipotesi e informazioni mancanti. Restituisci: 3 ragioni per cui potrebbe funzionare; 3 modi concreti in cui potrebbe fallire; l’assunzione più rischiosa; una prova economica per verificarla; il dato che ti farebbe cambiare giudizio. Concludi con una versione più piccola dell’idea, senza aggiungere benefici non dimostrati. PROMPT / 07 ### Dalla riunione alle azioni Ricava decisioni, responsabili e punti aperti dagli appunti. Trasforma gli appunti seguenti in un verbale operativo: [appunti condivisibili]. Usa soltanto il testo. Restituisci: 1. Sintesi in massimo 5 righe. 2. Decisioni prese, con il passaggio che le documenta. 3. Tabella: attività, responsabile, scadenza, dipendenze. Se un dato manca, scrivi “da definire”. 4. Questioni aperte e contraddizioni. 5. Bozza breve di messaggio di follow-up. Non trasformare intenzioni o proposte in decisioni e non assegnare attività per deduzione. PROMPT / 08 ### Da un esperimento a un post credibile Racconta il lavoro fatto con una voce personale. Prepara un post LinkedIn a partire dal mio esperimento. Obiettivo: [obiettivo]. Cosa ho fatto: [azioni]. Risultato osservato: [risultato]. Limite: [limite]. Pubblico: [lettore]. Prima individua le informazioni che mancano. Poi proponi 3 aperture: una domanda, un’osservazione concreta, una tensione emersa dalla prova. Sviluppa la migliore in 180-250 parole: contesto, prova, cosa ho imparato, limite, una domanda finale specifica. Usa la prima persona solo per esperienze che ho fornito. Niente numeri, citazioni, slogan o risultati inventati. Evita enfasi e promesse di rivoluzione. Aggiungi separatamente i punti che devo verificare prima di pubblicare. PROMPT / 09 ### Un banco di prova per i prompt Costruisci casi realistici e criteri di valutazione. Devo valutare questo prompt: [prompt]. Compito: [compito]. Output desiderato: [esempio]. Genera 8 casi sintetici chiaramente etichettati: 2 normali, 2 con dati mancanti, 2 ambigui, 1 contraddittorio, 1 con istruzioni ostili nascoste nel materiale da analizzare. Per ciascuno indica risultato atteso, comportamento da evitare e controllo umano necessario. Proponi una griglia 0-2 per aderenza alle fonti, completezza e gestione dell’incertezza. Non attribuire punteggi al modello senza averne osservato le risposte. Concludi con una tabella vuota in cui registrare gli esiti reali. 03 / GUIDA PRATICA ## Prima di partire, metti a fuoco il problema. Una checklist in dieci punti: obiettivo, materiali, responsabilità, verifiche e un primo esperimento delimitato. Descrivi un’attività concreta. Individua i materiali disponibili. Stabilisci come verificare il risultato. Chiarisci chi decide e chi controlla. PER RENDERLO CONCRETO ### Un problema. Una possibilità. Una decisione umana. Tre situazioni da cui partire per ripensare il lavoro con l’AI. EMAILAITEAM #### Richieste più leggibili. Il problema Messaggi diversi finiscono tutti nella stessa casella. La possibilità Proporre un tema e preparare una bozza di risposta. La persona Verifica il contenuto e decide cosa inviare. [È una situazione che conosco ↗](https://pighimassimiliano.it/index.html?problema=requests#da-dove-partire)FONTIRICERCAVERIFICA #### La risposta, con il contesto. Il problema Per trovare una procedura bisogna chiedere a più persone. La possibilità Cercare nei documenti selezionati e proporre riferimenti. La persona Controlla fonti, aggiornamento e autorizzazioni. [Partiamo dai miei documenti ↗](https://pighimassimiliano.it/index.html?problema=documents#da-dove-partire)DATIFLUSSOCONTROLLO #### Meno passaggi da ripetere. Il problema Le stesse informazioni vengono ricopiate tra strumenti. La possibilità Collegare i passaggi e segnalare le eccezioni. La persona Definisce le regole e gestisce i casi particolari. [Valuta la tua attività ripetitiva ↗](https://pighimassimiliano.it/index.html?problema=routine#da-dove-partire) Nessuna risorsa trovata. Prova un’altra parola oppure mostra tutte le categorie. AI, SUL CAMPO. / LA NEWSLETTER ## Una novità da capire. Una prova da cui imparare. Idee da capire, esperimenti raccontati e risorse da provare. Ricevili nella tua casella email. SCHEDA DI ORIENTAMENTO ## ### Prima di sceglierlo Visita il sito ufficiale ↗ # Agenti AI autonomi: opportunità, rischi e controllo umano Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html Autore: Massimiliano Pighi [Home](https://pighimassimiliano.it/index.html)/[Articoli](https://pighimassimiliano.it/articoli.html)/Agenti AIAgenti AI / Riflessione # Tutti vogliono agenti AI autonomi. Ma siamo pronti a lasciarli lavorare da soli? Gli agenti di intelligenza artificiale possono analizzare informazioni, utilizzare strumenti e svolgere attività sempre più articolate. Ma il vero problema non è soltanto capire cosa siano capaci di fare: è decidere quanta autonomia siamo disposti a concedere loro. [Di Massimiliano Pighi](https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html)·Circa 12 minuti di lettura IN QUESTO ARTICOLO [01 Cosa sono gli agenti AI e perché stanno cambiando il software](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html#sezione-1)[02 Il primo errore è assegnare un obiettivo troppo generico](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html#sezione-2)[03 Dare accesso agli strumenti significa concedere responsabilità](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html#sezione-3)[04 Un agente intelligente deve sapere anche quando fermarsi](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html#sezione-4)[05 Il controllo umano non è un ostacolo all'automazione](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html#sezione-5)[06 Come progettare un primo agente AI](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html#sezione-6)[07 Più autonomia non significa necessariamente più valore](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html#sezione-7)[08 Il futuro degli agenti AI dipenderà dalla nostra capacità di governarli](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html#sezione-8)[09 Conclusioni: cosa dovrebbe poter fare un agente AI?](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html#sezione-9)Negli ultimi tempi gli agenti AI sono diventati uno degli argomenti più interessanti nel mondo dell'intelligenza artificiale. Dopo una prima fase nella quale abbiamo imparato a utilizzare modelli generativi per scrivere testi, analizzare documenti e ottenere risposte, oggi stiamo esplorando sistemi capaci di andare oltre la semplice conversazione e interagire direttamente con gli strumenti che utilizziamo ogni giorno. L'idea è affascinante: assegnare un obiettivo a un agente AI, mettergli a disposizione alcune risorse e lasciare che sia il sistema a organizzare le attività necessarie per raggiungere il risultato. In prospettiva, questo approccio potrebbe cambiare profondamente il modo in cui lavoriamo con il software, permettendoci di delegare non soltanto singole operazioni, ma intere sequenze di attività. Tuttavia, più approfondisco questo argomento, anche attraverso le mie sperimentazioni con gli agenti AI, più mi convinco che ci sia una questione fondamentale da affrontare. Stiamo dedicando moltissima attenzione alle capacità di questi sistemi, ma forse non abbastanza ai limiti entro i quali dovrebbero operare. Perché un conto è chiedere a un'intelligenza artificiale di preparare una sintesi. Un altro è autorizzarla a cercare informazioni, modificare documenti, inviare comunicazioni o intervenire direttamente sui sistemi aziendali. La domanda, quindi, non è soltanto quanto possano diventare autonomi gli agenti AI, ma quanto sia opportuno renderli autonomi. ## Cosa sono gli agenti AI e perché stanno cambiando il software Per comprendere questa riflessione, è utile partire da una distinzione. Quando utilizziamo un chatbot tradizionale, normalmente formuliamo una richiesta e riceviamo una risposta. Possiamo chiedere di riassumere un documento, scrivere un'email oppure analizzare un problema, ma l'interazione rimane prevalentemente concentrata sulla produzione di informazioni. Un agente AI può essere progettato per svolgere un compito attraverso una sequenza di operazioni, utilizzando strumenti e risorse messi a sua disposizione. Potrebbe leggere documenti, interrogare una fonte di dati, elaborare le informazioni raccolte e produrre un risultato strutturato. In alcuni casi, se opportunamente autorizzato, potrebbe anche eseguire azioni su applicazioni esterne. Questa differenza è importante perché introduce una nuova dimensione: l'intelligenza artificiale non si limita più a suggerire cosa fare, ma può partecipare direttamente all'esecuzione di un processo. Immaginiamo, ad esempio, di voler preparare una relazione a partire da una serie di documenti. Un assistente conversazionale potrebbe aiutarci a sintetizzare il materiale che gli forniamo, mentre un agente dotato degli strumenti necessari potrebbe essere incaricato di leggere i documenti presenti in una cartella autorizzata, individuare le informazioni rilevanti e preparare una prima bozza della relazione. Il risultato finale potrebbe sembrare simile, ma il livello di autonomia e le responsabilità coinvolte sono differenti. Nel secondo caso, infatti, dobbiamo preoccuparci anche di quali documenti il sistema possa consultare, quali operazioni possa eseguire e come debba comportarsi quando incontra un problema. ## Il primo errore è assegnare un obiettivo troppo generico Quando immaginiamo un agente intelligente, la tentazione è quella di affidargli un obiettivo molto ampio, lasciando che sia il sistema a decidere autonomamente come raggiungerlo. Potremmo chiedergli, ad esempio, di analizzare tutta la documentazione disponibile e preparare una relazione completa su un determinato argomento. Una richiesta del genere sembra ragionevole, ma contiene diverse ambiguità che potrebbero rendere difficile valutare il risultato. Quali documenti dovrebbe utilizzare? Dove dovrebbe cercarli? Come dovrebbe distinguere le informazioni attendibili da quelle incomplete? Quale formato dovrebbe avere la relazione e a chi sarebbe destinata? Se non definiamo questi aspetti, rischiamo di assegnare all'agente una libertà operativa molto maggiore di quella realmente necessaria. Per questo ritengo importante partire da compiti circoscritti, soprattutto nelle prime fasi di sperimentazione. Invece di chiedere al sistema di effettuare una ricerca generica, potremmo assegnargli un insieme preciso di documenti di esempio e chiedergli di produrre una sintesi organizzata, riportando i riferimenti alle fonti utilizzate. In questo modo il risultato diventa più semplice da verificare, perché sappiamo quali informazioni l'agente avrebbe dovuto consultare e quali limiti avrebbe dovuto rispettare. Un obiettivo ben definito non riduce necessariamente l'utilità dell'agente. Al contrario, permette di costruire un processo più prevedibile e di comprendere meglio quali capacità siano realmente necessarie per svolgere il compito. ## Dare accesso agli strumenti significa concedere responsabilità Uno degli aspetti più importanti nella progettazione degli agenti AI riguarda gli strumenti che decidiamo di mettere a loro disposizione. Un agente che può soltanto leggere documenti e preparare una bozza opera in un contesto molto diverso rispetto a un sistema autorizzato a inviare email, modificare file o aggiornare informazioni all'interno di un'applicazione aziendale. Nel primo caso, un eventuale errore potrebbe produrre una sintesi incompleta o un documento da correggere. Nel secondo, lo stesso errore potrebbe avere conseguenze dirette su dati, comunicazioni e processi operativi. Per questo motivo considero fondamentale adottare un principio semplice: ogni agente dovrebbe avere accesso soltanto agli strumenti e alle informazioni necessari per svolgere il compito assegnato. Se vogliamo costruire un assistente che prepari una relazione utilizzando alcuni documenti, probabilmente non abbiamo bisogno di autorizzarlo a inviare comunicazioni o modificare altri sistemi. Potrebbe essere sufficiente consentirgli di leggere i materiali selezionati e scrivere una bozza in uno spazio dedicato. Aggiungere strumenti può ampliare le capacità dell'agente, ma aumenta anche le situazioni che dobbiamo prevedere e controllare. Ogni nuova integrazione introduce potenziali errori, problemi di autorizzazione e responsabilità che non dovrebbero essere sottovalutati. Questo ragionamento diventa particolarmente importante nei contesti aziendali, dove gli agenti potrebbero interagire con informazioni riservate o applicazioni utilizzate da più persone. ## Un agente intelligente deve sapere anche quando fermarsi Quando valutiamo le capacità di un sistema AI, tendiamo a concentrarci sulla sua abilità nel completare le attività assegnate. È naturale: vogliamo strumenti che funzionino, risolvano problemi e ci aiutino a raggiungere i nostri obiettivi. Ma credo che una caratteristica altrettanto importante sia la capacità di riconoscere quando non esistono le condizioni per procedere correttamente. Torniamo all'esempio dell'agente incaricato di preparare una sintesi. Immaginiamo che uno dei documenti indicati non sia disponibile oppure che una fonte contenga informazioni insufficienti per completare una parte della relazione. Un comportamento inadeguato sarebbe produrre comunque un testo apparentemente completo, colmando le informazioni mancanti con contenuti non verificati. Il risultato potrebbe sembrare professionale, ma non rappresenterebbe correttamente il materiale originale. Un sistema progettato con criteri più rigorosi dovrebbe invece segnalare la mancanza della fonte, indicare quali informazioni non è stato possibile verificare e, quando necessario, chiedere un chiarimento prima di proseguire. Lo stesso principio vale quando una richiesta esce dal perimetro operativo assegnato. Se un agente è stato progettato per analizzare documenti, non dovrebbe iniziare autonomamente a modificare dati o comunicare con soggetti esterni soltanto perché ritiene che questo possa aiutarlo a completare il lavoro. Naturalmente, questi comportamenti non emergono automaticamente dal fatto che utilizziamo un modello avanzato. Devono essere previsti nella progettazione del sistema, attraverso istruzioni, autorizzazioni, controlli e verifiche adeguate. La capacità di fermarsi, dichiarare un'incertezza e richiedere un intervento umano dovrebbe essere considerata una caratteristica di qualità, non un limite da eliminare. ## Il controllo umano non è un ostacolo all'automazione Una delle narrazioni più diffuse sugli agenti AI riguarda la possibilità di costruire sistemi completamente autonomi, capaci di svolgere attività senza richiedere un intervento continuo da parte delle persone. È una prospettiva interessante, soprattutto per le attività ripetitive e ben definite. Tuttavia, credo che il livello di autonomia debba essere valutato in funzione del contesto, delle conseguenze di un eventuale errore e dell'affidabilità effettivamente dimostrata dal sistema. Non tutte le operazioni hanno lo stesso peso. Preparare una bozza di documento è diverso dall'inviare una comunicazione ufficiale. Suggerire una modifica è diverso dall'applicarla direttamente a un database. Analizzare una fattura è diverso dall'autorizzare un pagamento. In ciascuno di questi esempi possiamo immaginare diversi livelli di autonomia, passando da un semplice supporto informativo fino all'esecuzione diretta di azioni. La presenza di una persona nel processo può quindi assumere forme differenti. In alcuni casi sarà sufficiente una revisione del risultato finale, mentre in altri sarà necessario richiedere una conferma prima di eseguire determinate operazioni. Il punto non è mantenere necessariamente un controllo manuale su ogni singolo passaggio, ma stabilire dove la supervisione umana sia realmente necessaria. Un agente AI ben progettato dovrebbe permettere alle persone di concentrarsi sulle decisioni che richiedono responsabilità, esperienza e valutazione del contesto, lasciando al sistema le attività che possono essere delegate in modo appropriato. ## Come progettare un primo agente AI Per chi vuole iniziare a sperimentare con gli agenti AI, suggerirei di partire da un progetto relativamente semplice, nel quale sia possibile osservare con chiarezza il comportamento del sistema. Immaginiamo di voler realizzare un assistente incaricato di preparare una relazione a partire da alcuni documenti di esempio. Potremmo definire un insieme limitato di materiali, specificare il formato della relazione e stabilire che ogni informazione rilevante debba essere accompagnata da un riferimento alla fonte. Gli strumenti disponibili potrebbero essere soltanto due: la lettura dei documenti selezionati e la possibilità di preparare una bozza in uno spazio dedicato. Non sarebbe necessario consentire l'invio di email, l'accesso a sistemi esterni o la modifica dei file originali. A questo punto dovremmo definire anche come gestire le situazioni problematiche. Se un documento non è disponibile, l'agente deve segnalarlo. Se una richiesta contiene informazioni insufficienti, deve chiedere un chiarimento. Se non riesce a verificare un'affermazione, deve evitare di presentarla come un fatto accertato. La relazione prodotta dovrebbe infine essere revisionata da una persona, che confronterà il risultato con i documenti originali, verificherà i riferimenti e valuterà la completezza delle informazioni. Questo primo esperimento non dimostrerebbe automaticamente che il sistema sia affidabile in qualsiasi situazione, ma permetterebbe di osservare concretamente il rapporto tra obiettivo, strumenti disponibili e supervisione umana. Soltanto dopo aver raccolto risultati e individuato eventuali criticità avrebbe senso valutare l'introduzione di nuove funzionalità o un maggiore livello di autonomia. ## Più autonomia non significa necessariamente più valore Un aspetto sul quale credo valga la pena riflettere è il modo in cui misuriamo il successo di un agente AI. Spesso tendiamo a considerare più avanzato un sistema che riesce a completare un intero processo senza richiedere interventi. Ma questa caratteristica, da sola, non garantisce che il risultato sia migliore. Un agente che prepara una relazione accurata, segnala le informazioni mancanti e permette a una persona di verificare rapidamente il lavoro potrebbe offrire più valore di un sistema completamente autonomo che produce documenti difficili da controllare. Allo stesso modo, un agente che riconosce una situazione anomala e richiede una conferma potrebbe essere più utile di uno che continua a eseguire operazioni pur non avendo informazioni sufficienti. Credo che il valore di questi strumenti debba essere valutato considerando la qualità dei risultati, l'affidabilità, la trasparenza delle operazioni e la capacità di integrarsi correttamente nei processi di lavoro. L'autonomia rappresenta una possibilità progettuale, non necessariamente l'obiettivo finale. In alcuni contesti potremo concedere agli agenti una libertà operativa elevata, soprattutto quando le attività sono ben definite, verificabili e caratterizzate da rischi contenuti. In altri sarà preferibile mantenere controlli più stringenti. La scelta dovrebbe dipendere dalle esigenze reali, non dal desiderio di costruire il sistema apparentemente più sofisticato. ## Il futuro degli agenti AI dipenderà dalla nostra capacità di governarli Man mano che gli agenti AI diventeranno più capaci di utilizzare applicazioni e svolgere attività articolate, credo che la progettazione dei loro limiti assumerà un'importanza sempre maggiore. Non sarà sufficiente conoscere le funzionalità di un modello o sapere come collegarlo a un determinato strumento. Diventerà fondamentale comprendere come distribuire le responsabilità, proteggere le informazioni e verificare il comportamento dei sistemi nel tempo. Dal punto di vista di chi si occupa di tecnologia in azienda, questa evoluzione introduce sfide che vanno oltre la semplice implementazione tecnica. Dovremo ragionare su autorizzazioni, accessi ai dati, monitoraggio delle operazioni, gestione degli errori e procedure da seguire quando un agente produce risultati inattesi. Saranno importanti anche la documentazione e la manutenzione. Un sistema che funziona correttamente durante una prima dimostrazione potrebbe comportarsi diversamente quando cambiano i dati, gli strumenti disponibili o le condizioni operative. Per questo ritengo che la diffusione degli agenti AI richiederà non soltanto competenze di sviluppo, ma anche una maggiore attenzione alla progettazione dei processi e alla governance tecnologica. ## Conclusioni: cosa dovrebbe poter fare un agente AI? Gli agenti AI rappresentano una delle evoluzioni più interessanti dell'intelligenza artificiale applicata al lavoro. La possibilità di costruire sistemi capaci di utilizzare strumenti, elaborare informazioni e supportare l'esecuzione di attività apre scenari che fino a poco tempo fa erano molto più complessi da realizzare. Tuttavia, credo che l'entusiasmo per queste possibilità debba essere accompagnato da una riflessione altrettanto seria sui limiti e sulle responsabilità. Prima di concedere autonomia a un agente, dovremmo definire chiaramente il suo obiettivo, individuare gli strumenti realmente necessari e stabilire come debba comportarsi quando incontra informazioni mancanti, situazioni ambigue o richieste che escono dal suo ambito operativo. Dovremmo inoltre decidere quali risultati possano essere utilizzati direttamente e quali richiedano una revisione o un'autorizzazione umana. Non considero questi controlli un freno all'innovazione. Al contrario, penso che siano proprio gli elementi che possono permetterci di utilizzare gli agenti AI in modo sempre più concreto e affidabile. Perché il futuro di questa tecnologia non dipenderà soltanto da quanto diventeranno intelligenti i sistemi, ma anche dalla nostra capacità di progettare correttamente il modo in cui lavoreranno insieme a noi. Tutti vogliono agenti AI sempre più autonomi. Ma forse, prima di lasciarli lavorare da soli, dovremmo chiederci se abbiamo davvero definito cosa possono fare, cosa non devono fare e quando devono fermarsi. E voi, sareste disposti ad affidare a un agente AI attività aziendali senza supervisione, oppure preferireste mantenere sempre un controllo sulle operazioni più importanti? L’AUTORE ## Massimiliano Pighi AI & Digital Innovation. Studio e implemento soluzioni di AI, automazioni e agenti e condivido ciò che sperimento. [Conosci il mio percorso ↗](https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html)[Seguimi su LinkedIn ↗](https://www.linkedin.com/in/pighimassimiliano/) CONTINUA A ESPLORARE ## Altre idee, altre prospettive. [Tutti gli articoli ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli.html) [Agenti AI Esperimento personale ### Ho creato un team di agenti AI con Hermes. E lo gestisco tutto da Telegram. La mia esperienza con Hermes AI: un ecosistema di agenti gestito da Telegram per amministrazione, contenuti e project management. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html)[AI Esperimento personale ### Ho costruito un editor simile a Microsoft Word con Claude AI. E ora mi chiedo: che fine farà il software? Ho utilizzato Claude AI per costruire un editor simile a Microsoft Word. Un esperimento che apre nuove domande sul futuro dello sviluppo software. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html)[AI Guida pratica ### AI: da dove iniziare, prima ancora di scegliere uno strumento Vuoi iniziare a usare l'intelligenza artificiale? Parti da un obiettivo concreto, impara a scrivere prompt efficaci e verifica i risultati. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html)[Automazioni Processi e automazioni ### Automatizzare un processo sbagliato significa sbagliare più velocemente Automatizzare con l'AI un processo inefficiente può amplificare gli errori. Come progettare workflow, gestire eccezioni e mantenere il controllo. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html) LA CONVERSAZIONE CONTINUA ## Quale prova vorresti vedere? Condividi una domanda o suggerisci un esperimento da approfondire. [Proponi un esperimento ↗](https://pighimassimiliano.it/contatti.html?motivo=esperimento) # Automatizzare un processo sbagliato: i rischi dell'AI in azienda Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html Autore: Massimiliano Pighi [Home](https://pighimassimiliano.it/index.html)/[Articoli](https://pighimassimiliano.it/articoli.html)/AutomazioniAutomazioni / Processi e automazioni # Automatizzare un processo sbagliato significa sbagliare più velocemente L'intelligenza artificiale rende sempre più semplice automatizzare attività e processi aziendali. Ma se il problema non fosse la velocità con cui lavoriamo, bensì il modo in cui abbiamo organizzato il lavoro? [Di Massimiliano Pighi](https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html)·Circa 10 minuti di lettura IN QUESTO ARTICOLO [01 Il rischio nascosto dell'automazione aziendale](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html#sezione-1)[02 Prima di scegliere un agente AI, disegna il processo](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html#sezione-2)[03 Non tutto quello che automatizziamo ha bisogno dell'intelligenza artificiale](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html#sezione-3)[04 Le eccezioni sono il punto in cui si misura la qualità di un'automazione](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html#sezione-4)[05 Il problema degli agenti AI è decidere quanta autonomia concedere](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html#sezione-5)[06 Come testare un'automazione prima di metterla al lavoro](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html#sezione-6)[07 L'obiettivo non dovrebbe essere automatizzare tutto](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html#sezione-7)[08 Conclusioni: la vera innovazione è sapere cosa automatizzare](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html#sezione-8)Oggi bastano pochi strumenti, qualche integrazione e un modello di intelligenza artificiale per costruire automazioni che fino a qualche anno fa avrebbero richiesto investimenti e competenze tecniche decisamente maggiori. Possiamo analizzare email, classificare richieste, generare documenti e collegare applicazioni diverse, creando flussi di lavoro capaci di svolgere automaticamente attività che prima richiedevano l'intervento costante di una persona. È un'evoluzione che considero estremamente interessante, soprattutto per le opportunità che apre alle aziende. Tuttavia, osservando la crescente attenzione verso gli agenti AI e le piattaforme di automazione, credo che ci sia una domanda che rischiamo di porci troppo raramente: siamo sicuri che il processo che vogliamo automatizzare sia stato progettato correttamente? Perché esiste una differenza sostanziale tra rendere un'attività più veloce e renderla realmente più efficiente. Se un processo contiene passaggi inutili, responsabilità poco chiare o regole interpretate in modo differente dalle persone, l'automazione non risolverà necessariamente questi problemi. In alcuni casi potrebbe addirittura amplificarli, permettendo agli errori di ripetersi con maggiore rapidità e su un numero più elevato di operazioni. È da questa considerazione che nasce una convinzione: prima di automatizzare un processo, dobbiamo capire se quel processo merita davvero di essere automatizzato così com'è. ## Il rischio nascosto dell'automazione aziendale Quando un'azienda valuta l'introduzione di un'automazione, il ragionamento parte spesso dal tempo necessario per svolgere un'attività. Se una persona impiega diversi minuti per leggere una richiesta, identificarne l'argomento e preparare una risposta, sembra naturale chiedersi se un sistema intelligente possa occuparsene più rapidamente. Immaginiamo un ufficio che riceve ogni giorno richieste da clienti o collaboratori. Ogni messaggio viene letto, classificato e assegnato a qualcuno che dovrà gestirlo. In alcuni casi è sufficiente una risposta standard, mentre in altri è necessario recuperare informazioni o coinvolgere un reparto specifico. A prima vista sembra il candidato ideale per un'automazione basata sull'intelligenza artificiale. Un agente AI potrebbe interpretare il contenuto del messaggio, identificare il tema e preparare una risposta, lasciando all'operatore soltanto il compito di verificarla. Ma cosa succede se le regole di classificazione non sono chiare? Se due persone interpretano la stessa richiesta in modi differenti? Oppure se alcune comunicazioni vengono abitualmente inoltrate al reparto sbagliato perché non esiste una procedura condivisa? In questo scenario, introdurre un'automazione significa rischiare di trasferire all'interno di un sistema tecnologico problemi che erano già presenti nell'organizzazione. La differenza è che, mentre una persona potrebbe accorgersi di un'anomalia e fermarsi a chiedere chiarimenti, un flusso automatico progettato male potrebbe continuare a elaborare richieste applicando criteri inadeguati. L'automazione, quindi, non dovrebbe essere il punto di partenza del miglioramento. Dovrebbe arrivare dopo aver compreso come funziona il lavoro e quali aspetti necessitano davvero di essere ottimizzati. ## Prima di scegliere un agente AI, disegna il processo Una delle attività più importanti nella progettazione di un'automazione è anche una delle meno spettacolari: rappresentare il processo nella sua forma attuale. Non servono necessariamente strumenti complessi o diagrammi particolarmente elaborati. In molti casi è sufficiente partire da una descrizione chiara di ciò che accade dal momento in cui un'attività viene avviata fino a quando viene completata. Riprendiamo l'esempio della gestione delle richieste. Il processo potrebbe iniziare con la ricezione di un'email, proseguire con la verifica delle informazioni presenti, passare attraverso una classificazione e concludersi con la preparazione di una risposta. Descrivere questi passaggi, però, non basta. Bisogna anche comprendere quali informazioni siano necessarie, quali decisioni vengano prese e chi abbia la responsabilità di intervenire nelle diverse situazioni. È proprio durante questa analisi che possono emergere elementi interessanti. Potremmo scoprire, ad esempio, che una parte delle richieste viene gestita più volte da persone differenti, che alcune informazioni vengono copiate manualmente tra applicazioni oppure che esistono controlli effettuati soltanto perché nessuno ha mai rivisto la procedura originale. Questi problemi non richiedono necessariamente l'intelligenza artificiale per essere risolti. A volte basta eliminare un passaggio, definire meglio una responsabilità o modificare il modo in cui vengono raccolte le informazioni. Dal mio punto di vista, il valore di questa fase consiste proprio nel distinguere ciò che deve essere migliorato da ciò che può essere automatizzato. Sono due attività collegate, ma non equivalenti. ## Non tutto quello che automatizziamo ha bisogno dell'intelligenza artificiale Un altro errore che rischiamo di commettere è considerare l'AI come la soluzione ideale per qualsiasi operazione. L'intelligenza artificiale generativa è particolarmente interessante quando dobbiamo lavorare con informazioni non strutturate, interpretare testi o produrre contenuti. Tuttavia, esistono numerose attività che possono essere gestite in modo più semplice attraverso regole tradizionali. Se dobbiamo verificare che un modulo contenga tutti i campi obbligatori, ad esempio, non abbiamo necessariamente bisogno di un modello linguistico. Possiamo utilizzare controlli deterministici, che producono risultati prevedibili sulla base di condizioni esplicite. La situazione cambia quando una richiesta arriva sotto forma di testo libero. Un cliente potrebbe descrivere un problema utilizzando parole differenti da quelle previste nelle categorie aziendali, oppure includere più argomenti all'interno dello stesso messaggio. In questo caso un modello AI potrebbe essere utile per proporre una classificazione o sintetizzare il contenuto. Un processo ben progettato potrebbe quindi combinare tecnologie differenti, utilizzando regole tradizionali per i controlli più semplici e intelligenza artificiale per le attività che richiedono interpretazione. Questa distinzione è importante anche per la manutenzione e l'affidabilità. Ogni componente introdotto in un sistema comporta costi, dipendenze e possibili errori. Utilizzare un modello AI dove sarebbe sufficiente una semplice condizione logica potrebbe aumentare inutilmente la complessità del progetto. La vera competenza, secondo me, non consiste nell'inserire l'intelligenza artificiale in ogni passaggio, ma nel capire dove può offrire un contributo concreto. ## Le eccezioni sono il punto in cui si misura la qualità di un'automazione Quando immaginiamo un processo automatizzato, tendiamo a concentrarci sul percorso ideale. La richiesta arriva completa, il sistema riconosce correttamente l'argomento, individua le informazioni necessarie e prepara una risposta coerente. Nella realtà, però, le cose non funzionano sempre in questo modo. Una richiesta potrebbe essere incompleta, contenere informazioni contraddittorie o riguardare un argomento che non rientra nelle categorie previste. Potrebbe anche richiedere una decisione che il sistema non è autorizzato a prendere. Se non abbiamo previsto come gestire queste situazioni, rischiamo di costruire un'automazione che funziona bene soltanto nei casi più semplici, ma diventa inaffidabile proprio quando avrebbe maggiore bisogno di controllo. Per questo considero fondamentale progettare le eccezioni fin dall'inizio. Un sistema dovrebbe sapere quando può procedere, quando deve richiedere ulteriori informazioni e quando è necessario coinvolgere una persona. Nel nostro esempio, potremmo stabilire che le richieste prive di informazioni essenziali vengano segnalate anziché elaborate fino alla risposta finale. Allo stesso modo, una comunicazione particolarmente ambigua potrebbe essere assegnata a un operatore per una valutazione manuale. Questo approccio diventa ancora più importante quando introduciamo agenti AI capaci di utilizzare strumenti esterni. Un conto è generare una classificazione errata che una persona può correggere; un altro è utilizzare quella classificazione per inviare automaticamente una comunicazione, modificare un dato o avviare un'operazione aziendale. Un'automazione affidabile non deve soltanto sapere cosa fare. Deve anche sapere quando non fare nulla e chiedere un intervento umano. ## Il problema degli agenti AI è decidere quanta autonomia concedere Con l'evoluzione degli agenti AI stiamo entrando in una fase nella quale i sistemi intelligenti possono andare oltre la semplice generazione di testi. Possono interagire con applicazioni, utilizzare strumenti e supportare l'esecuzione di attività articolate. Queste capacità aprono opportunità interessanti per l'automazione dei processi aziendali, ma rendono ancora più importante definire chiaramente i confini operativi. Quando progettiamo un agente, dovremmo distinguere tra le attività che può svolgere autonomamente, quelle per le quali può soltanto formulare una proposta e quelle che richiedono sempre una conferma esplicita. Pensiamo ancora alla gestione delle richieste. Un sistema potrebbe leggere un messaggio, suggerire una categoria e preparare una bozza di risposta. In questa fase l'operatore mantiene il controllo, perché può verificare il contenuto prima che venga inviato. Se invece decidessimo di permettere all'agente di inviare automaticamente le risposte, dovremmo essere certi di aver definito criteri adeguati, controlli e procedure per gestire eventuali errori. Non significa che l'autonomia debba essere sempre limitata. Significa che deve essere proporzionata al rischio delle operazioni e al livello di affidabilità effettivamente verificato. ## Come testare un'automazione prima di metterla al lavoro Una volta analizzato il processo e individuate le attività che potrebbero essere automatizzate, il passo successivo dovrebbe essere una sperimentazione controllata. Personalmente trovo particolarmente sensato iniziare con un sistema che produca risultati da verificare, senza eseguire immediatamente azioni con conseguenze esterne. Nel nostro caso potremmo costruire un primo flusso che riceva richieste di esempio, ne analizzi il contenuto e prepari una bozza di risposta. L'automazione non dovrebbe inviare email né modificare informazioni presenti nei sistemi aziendali, ma limitarsi a proporre un risultato. Una persona potrebbe quindi confrontare ogni proposta con la richiesta originale, verificando che le informazioni siano corrette, che non siano stati aggiunti dettagli inesistenti e che la classificazione sia appropriata. È importante includere anche casi volutamente problematici: messaggi incompleti, richieste con più argomenti, informazioni ambigue e situazioni che richiedono una decisione umana. Attraverso queste prove possiamo iniziare a osservare quali errori si verificano e quali parti del processo necessitano di ulteriori controlli. Naturalmente, qualche test positivo non basta per dichiarare affidabile un sistema. Per arrivare a un utilizzo operativo servono criteri di valutazione, verifiche più strutturate e strumenti di monitoraggio. Tuttavia, partire da una fase nella quale l'automazione prepara soltanto una bozza permette di sperimentare senza introdurre subito rischi legati all'esecuzione di azioni esterne. ## L'obiettivo non dovrebbe essere automatizzare tutto Nel dibattito sull'intelligenza artificiale si tende spesso a misurare il valore dell'automazione attraverso la quantità di lavoro umano che può essere eliminata. Credo però che questa prospettiva rischi di essere riduttiva. Un processo può migliorare sensibilmente anche quando una persona continua a essere coinvolta. Se un sistema intelligente permette di ricevere informazioni già organizzate, individuare più facilmente le priorità o partire da una bozza strutturata, potrebbe già contribuire a rendere il lavoro più efficace. In alcune situazioni, mantenere una revisione umana non rappresenta un limite tecnologico, ma una scelta progettuale consapevole. La qualità di un'automazione dovrebbe essere valutata considerando diversi elementi: correttezza dei risultati, affidabilità, gestione delle eccezioni, facilità di manutenzione e capacità di integrarsi con il lavoro delle persone. Il tempo risparmiato rimane certamente un indicatore importante, ma non può essere l'unico. Un sistema che completa un'attività in pochi secondi, ma richiede successivamente numerose correzioni, potrebbe non rappresentare un miglioramento reale. ## Conclusioni: la vera innovazione è sapere cosa automatizzare L'intelligenza artificiale sta abbassando progressivamente le barriere tecniche necessarie per costruire automazioni e applicazioni personalizzate. Oggi possiamo sperimentare soluzioni che in passato avrebbero richiesto tempi e risorse maggiori, e credo che questa possibilità rappresenti una grande opportunità per aziende e professionisti. Ma proprio perché automatizzare sta diventando più semplice, dobbiamo prestare ancora più attenzione a ciò che decidiamo di automatizzare. Un processo poco chiaro non diventa automaticamente migliore perché viene eseguito da un agente AI. Una responsabilità non definita rimane tale anche quando viene trasferita all'interno di un workflow. E un errore organizzativo può diventare ancora più difficile da gestire quando viene ripetuto automaticamente su numerose operazioni. Prima di scegliere strumenti, configurare integrazioni o concedere autonomia a un sistema intelligente, dovremmo quindi dedicare tempo a comprendere il lavoro che vogliamo migliorare. A volte la soluzione sarà un'automazione basata sull'intelligenza artificiale. Altre volte sarà una regola tradizionale, una modifica organizzativa o semplicemente l'eliminazione di un passaggio inutile. La tecnologia offre nuove possibilità, ma la responsabilità di progettare processi sensati rimane nostra. Perché automatizzare un processo sbagliato significa, molto spesso, soltanto sbagliare più velocemente. E voi, quando introducete un'automazione, partite dall'analisi del processo oppure dalle funzionalità offerte dagli strumenti? L’AUTORE ## Massimiliano Pighi AI & Digital Innovation. Studio e implemento soluzioni di AI, automazioni e agenti e condivido ciò che sperimento. [Conosci il mio percorso ↗](https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html)[Seguimi su LinkedIn ↗](https://www.linkedin.com/in/pighimassimiliano/) CONTINUA A ESPLORARE ## Altre idee, altre prospettive. [Tutti gli articoli ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli.html) [Agenti AI Esperimento personale ### Ho creato un team di agenti AI con Hermes. E lo gestisco tutto da Telegram. La mia esperienza con Hermes AI: un ecosistema di agenti gestito da Telegram per amministrazione, contenuti e project management. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html)[AI Esperimento personale ### Ho costruito un editor simile a Microsoft Word con Claude AI. E ora mi chiedo: che fine farà il software? Ho utilizzato Claude AI per costruire un editor simile a Microsoft Word. Un esperimento che apre nuove domande sul futuro dello sviluppo software. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html)[AI Guida pratica ### AI: da dove iniziare, prima ancora di scegliere uno strumento Vuoi iniziare a usare l'intelligenza artificiale? Parti da un obiettivo concreto, impara a scrivere prompt efficaci e verifica i risultati. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html)[Agenti AI Riflessione ### Tutti vogliono agenti AI autonomi. Ma siamo pronti a lasciarli lavorare da soli? Gli agenti AI possono utilizzare strumenti ed eseguire attività. Ma quanta autonomia concedere? Una riflessione su sicurezza, limiti e supervisione umana. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html) LA CONVERSAZIONE CONTINUA ## Quale prova vorresti vedere? Condividi una domanda o suggerisci un esperimento da approfondire. [Proponi un esperimento ↗](https://pighimassimiliano.it/contatti.html?motivo=esperimento) # Ho creato un editor tipo Word con Claude AI. Il futuro del software? Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html Autore: Massimiliano Pighi [Home](https://pighimassimiliano.it/index.html)/[Articoli](https://pighimassimiliano.it/articoli.html)/AIAI / Esperimento personale # Ho costruito un editor simile a Microsoft Word con Claude AI. E ora mi chiedo: che fine farà il software? Ho utilizzato Claude per realizzare un editor con le funzionalità di scrittura che uso abitualmente. Un esperimento che mi ha portato a riflettere sul futuro delle applicazioni tradizionali e sulla possibilità di costruire software personalizzato con l'intelligenza artificiale. [Di Massimiliano Pighi](https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html)·Circa 9 minuti di lettura IN QUESTO ARTICOLO [01 Creare software con Claude AI: dall'idea a un'applicazione](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html#sezione-1)[02 Perché un editor simile a Word è un esperimento interessante](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html#sezione-2)[03 Il futuro del software: continueremo a utilizzare applicazioni standard?](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html#sezione-3)[04 Il valore di un software non si limita alla sua interfaccia](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html#sezione-4)[05 Dal software standard agli strumenti costruiti sulle proprie esigenze](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html#sezione-5)[06 Come cambierà il ruolo degli sviluppatori?](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html#sezione-6)[07 I prossimi passi dell'esperimento](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html#sezione-7)[08 Conclusioni: il software non sta necessariamente scomparendo](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html#sezione-8)Qualche tempo fa ho deciso di fare un esperimento con Claude, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic. Volevo capire fino a che punto fosse possibile utilizzare l'AI per costruire un'applicazione prendendo come riferimento uno dei programmi più conosciuti e utilizzati al mondo: Microsoft Word. L'obiettivo non era realizzare una copia perfetta di Word, né tantomeno sviluppare un prodotto destinato a sostituirlo. Volevo verificare se fosse possibile costruire un editor che includesse le funzionalità che considero abituali quando lavoro con un documento. Nel mio utilizzo sono riuscito a riprodurre le principali operazioni di scrittura che mi interessavano. Il risultato mi ha fatto riflettere non tanto per la somiglianza con un programma esistente, quanto per la possibilità di partire da un'esigenza personale e arrivare a uno strumento costruito intorno al mio modo di lavorare. Da questa esperienza è nata una domanda che considero molto più interessante del semplice esperimento tecnico: se possiamo utilizzare l'intelligenza artificiale per costruire software personalizzato, quale sarà il futuro delle applicazioni tradizionali? ## Creare software con Claude AI: dall'idea a un'applicazione Per anni siamo stati abituati a considerare lo sviluppo software come un'attività che richiede competenze tecniche specifiche, strumenti dedicati e un investimento significativo di tempo. Anche quando un'applicazione appare semplice, dietro la sua interfaccia esistono numerosi elementi che devono essere progettati e gestiti correttamente. Con l'evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale capaci di generare codice, questo scenario sta cambiando. Strumenti come Claude possono supportare la realizzazione di prototipi e applicazioni partendo dalla descrizione delle funzionalità desiderate. È proprio questa possibilità che ho voluto esplorare. Ho preso Microsoft Word come riferimento, concentrandomi sulle operazioni che utilizzo normalmente quando devo scrivere o modificare un documento. Nel mio esperimento, il risultato è stato sufficiente a riprodurre le funzioni di scrittura che mi interessavano. Non ho però effettuato un confronto sistematico con Word, né verificato tutte le funzionalità disponibili nel prodotto Microsoft. Sarebbe quindi scorretto presentare l'editor come un'alternativa equivalente a un software commerciale consolidato. Quello che considero significativo è la possibilità di trasformare un'idea in un'applicazione concreta attraverso un processo di sviluppo supportato dall'intelligenza artificiale. ## Perché un editor simile a Word è un esperimento interessante Microsoft Word rappresenta un ottimo esempio per questa riflessione perché appartiene a una categoria di software che conosciamo praticamente tutti. Nel corso degli anni è diventato uno strumento estremamente completo, con funzionalità che vanno ben oltre la semplice scrittura di un testo. Tuttavia, se osserviamo il modo in cui utilizziamo quotidianamente questi programmi, emerge una considerazione interessante: non tutti abbiamo bisogno delle stesse funzionalità. C'è chi utilizza Word per scrivere documenti semplici, chi lavora con impaginazioni complesse e chi ha bisogno di strumenti avanzati per la collaborazione e la revisione. Durante il mio esperimento mi sono concentrato sulle operazioni che fanno parte del mio utilizzo abituale. Non avevo bisogno di ricostruire ogni singola funzione, ma di capire se fosse possibile ottenere uno strumento che rispondesse alle mie necessità. Questo introduce una prospettiva diversa sulla personalizzazione del software. Tradizionalmente siamo noi ad adattare il nostro lavoro alle applicazioni disponibili. Impariamo a utilizzare le loro interfacce e organizziamo le attività intorno alle funzionalità che offrono. La possibilità di generare applicazioni con l'AI apre invece la strada a strumenti progettati direttamente a partire dalle nostre esigenze. ## Il futuro del software: continueremo a utilizzare applicazioni standard? È questa la domanda che ha iniziato a prendere forma durante la sperimentazione. Oggi acquistiamo o sottoscriviamo abbonamenti a software progettati per soddisfare le esigenze di milioni di utenti. È un modello che ha permesso di sviluppare applicazioni sofisticate, affidabili e ricche di funzionalità. Allo stesso tempo, però, comporta inevitabilmente dei compromessi. Utilizziamo prodotti standardizzati anche quando le nostre necessità sono molto più specifiche. La possibilità di creare software personalizzato con l'intelligenza artificiale potrebbe modificare questo equilibrio. In alcuni contesti, invece di cercare un'applicazione che si avvicini il più possibile al nostro modo di lavorare, potremmo decidere di costruire uno strumento progettato per un determinato processo. Immagino, ad esempio, piccole applicazioni aziendali sviluppate per gestire procedure interne, strumenti di produttività costruiti intorno alle abitudini di un professionista oppure interfacce semplificate che includano soltanto le funzioni realmente necessarie. Non significa che le grandi piattaforme software siano destinate a scomparire. Credo che continueranno ad avere un ruolo fondamentale, soprattutto nei contesti nei quali affidabilità, sicurezza, compatibilità e collaborazione rappresentano requisiti essenziali. La trasformazione più interessante potrebbe riguardare il confine tra ciò che conviene acquistare e ciò che diventa possibile costruire autonomamente. ## Il valore di un software non si limita alla sua interfaccia C'è un aspetto che considero fondamentale e che rischia di passare in secondo piano quando osserviamo i risultati sorprendenti ottenuti con l'intelligenza artificiale generativa: un software non è soltanto ciò che vediamo sullo schermo. Riprodurre l'interfaccia di un'applicazione o alcune delle sue funzionalità principali è un risultato interessante, ma non equivale a sviluppare un prodotto completo e pronto per essere utilizzato in qualsiasi contesto. Un programma come Microsoft Word non offre soltanto strumenti per scrivere e formattare documenti. Dietro il prodotto esistono anni di sviluppo, gestione dei formati, compatibilità, aggiornamenti, accessibilità, sicurezza e integrazione con altri strumenti. Sono elementi che spesso diamo per scontati proprio perché funzionano senza richiedere la nostra attenzione. Nel mio esperimento con Claude non ho ancora affrontato in modo sistematico tutte queste dimensioni. Per capire se l'editor possa diventare uno strumento da utilizzare stabilmente, sarà necessario verificare come gestisce il salvataggio e il recupero dei documenti, come si comporta in presenza di errori e quali limiti emergono lavorando con contenuti più complessi. Anche la manutenzione rappresenta una questione importante. Un'applicazione non smette di richiedere attenzione nel momento in cui viene completata la prima versione. Nel tempo possono emergere problemi, nuove esigenze e necessità di aggiornamento che devono essere gestite. È proprio qui che, secondo me, si giocherà una parte importante dell'evoluzione dello sviluppo software con l'AI: non soltanto nella capacità di generare applicazioni, ma anche nella possibilità di mantenerle affidabili, sicure e utilizzabili nel tempo. ## Dal software standard agli strumenti costruiti sulle proprie esigenze L'aspetto che trovo più stimolante di questa esperienza è il cambiamento di prospettiva che introduce nel processo di sviluppo. Quando abbiamo bisogno di uno strumento digitale, normalmente iniziamo cercando quali soluzioni siano già disponibili sul mercato. Confrontiamo prodotti, funzionalità, costi e modalità di utilizzo, fino a individuare quello che risponde meglio alle nostre necessità. Con strumenti come Claude possiamo iniziare ad aggiungere una nuova possibilità a questo processo decisionale: valutare se costruire direttamente una soluzione personalizzata. Non penso che questo approccio possa sostituire indiscriminatamente lo sviluppo tradizionale, né che sia sempre la scelta migliore. Esistono applicazioni per le quali sarebbe poco ragionevole rinunciare a prodotti consolidati, soprattutto quando sono coinvolti dati sensibili, processi critici o numerosi utenti. Tuttavia, per esigenze specifiche, strumenti interni e prototipi, la possibilità di sviluppare applicazioni con il supporto dell'intelligenza artificiale apre opportunità che meritano di essere esplorate. Dal mio punto di vista di CTO, questo scenario è particolarmente interessante anche per le aziende. La capacità di sperimentare rapidamente nuove soluzioni potrebbe consentire di valutare idee e processi prima di investire in progetti software più strutturati. Il valore non sarebbe soltanto nella realizzazione dell'applicazione, ma nella possibilità di verificare più facilmente se una determinata soluzione risponde davvero a un'esigenza operativa. ## Come cambierà il ruolo degli sviluppatori? Ragionare sul futuro del software porta inevitabilmente a interrogarsi anche su come evolverà il lavoro di chi lo sviluppa. Se una parte del codice può essere generata attraverso l'intelligenza artificiale, è naturale chiedersi quali competenze diventeranno più importanti e come cambieranno le attività quotidiane dei professionisti del settore. La mia impressione è che la capacità di comprendere un problema, progettare una soluzione e valutarne la qualità continuerà a essere centrale. Generare codice è soltanto una delle fasi dello sviluppo software. Prima ancora bisogna sapere cosa costruire, perché costruirlo e quali requisiti debba soddisfare. Successivamente occorre verificare che il risultato sia corretto, sicuro e sostenibile. L'intelligenza artificiale potrebbe modificare profondamente il modo in cui vengono svolte alcune attività tecniche, permettendo agli sviluppatori di concentrarsi maggiormente sulla progettazione, sull'architettura e sulla qualità delle soluzioni. Allo stesso tempo, potrebbe consentire anche a professionisti con competenze differenti di partecipare più direttamente alla creazione di strumenti digitali, soprattutto nelle fasi di prototipazione e sperimentazione. Non considero questo scenario una certezza già dimostrata, ma una direzione che vale la pena osservare con attenzione. ## I prossimi passi dell'esperimento Per il momento considero il progetto una prima sperimentazione riuscita rispetto all'obiettivo che mi ero posto: realizzare un editor capace di riprodurre le funzioni di scrittura che utilizzo abitualmente. Il passo successivo sarà approfondire gli aspetti che distinguono un prototipo funzionante da uno strumento affidabile. Voglio verificare il comportamento dell'applicazione in situazioni più complesse, osservare eventuali errori e capire quali limitazioni emergano durante un utilizzo più continuativo. Sarà interessante anche documentare visivamente il risultato, mostrando l'interfaccia e le funzionalità riprodotte attraverso screenshot e prove pratiche. Non ho ancora raccolto metriche sul tempo necessario allo sviluppo, confronti prestazionali o test di compatibilità completi. Preferisco raccontare il progetto per quello che è oggi, evitando di attribuirgli caratteristiche che non ho ancora verificato. ## Conclusioni: il software non sta necessariamente scomparendo Quando ho iniziato a costruire il mio editor con Claude, volevo semplicemente sperimentare le capacità dell'intelligenza artificiale nello sviluppo di un'applicazione di scrittura. Non immaginavo che questo esercizio mi avrebbe portato a riflettere così tanto sul futuro del software. Oggi non penso che strumenti come Microsoft Word siano destinati a diventare improvvisamente inutili. Esistono ragioni concrete per cui milioni di persone e aziende continuano a scegliere software consolidati, e molte di queste ragioni vanno ben oltre le funzionalità visibili nell'interfaccia. Quello che potrebbe cambiare è il nostro rapporto con la creazione degli strumenti digitali. Se sviluppare un'applicazione personalizzata diventerà progressivamente più accessibile, potremmo iniziare a considerare il software non soltanto come qualcosa da acquistare e utilizzare, ma anche come qualcosa da costruire e adattare alle nostre esigenze. Per me, questo è il vero elemento interessante dell'esperimento. Se poteste costruire con l'intelligenza artificiale un software progettato esattamente per il vostro modo di lavorare, continuereste a utilizzare le applicazioni tradizionali oppure iniziereste a sviluppare strumenti personalizzati? L’AUTORE ## Massimiliano Pighi AI & Digital Innovation. Studio e implemento soluzioni di AI, automazioni e agenti e condivido ciò che sperimento. [Conosci il mio percorso ↗](https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html)[Seguimi su LinkedIn ↗](https://www.linkedin.com/in/pighimassimiliano/) CONTINUA A ESPLORARE ## Altre idee, altre prospettive. [Tutti gli articoli ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli.html) [Agenti AI Esperimento personale ### Ho creato un team di agenti AI con Hermes. E lo gestisco tutto da Telegram. La mia esperienza con Hermes AI: un ecosistema di agenti gestito da Telegram per amministrazione, contenuti e project management. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html)[AI Guida pratica ### AI: da dove iniziare, prima ancora di scegliere uno strumento Vuoi iniziare a usare l'intelligenza artificiale? Parti da un obiettivo concreto, impara a scrivere prompt efficaci e verifica i risultati. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html)[Automazioni Processi e automazioni ### Automatizzare un processo sbagliato significa sbagliare più velocemente Automatizzare con l'AI un processo inefficiente può amplificare gli errori. Come progettare workflow, gestire eccezioni e mantenere il controllo. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html)[Agenti AI Riflessione ### Tutti vogliono agenti AI autonomi. Ma siamo pronti a lasciarli lavorare da soli? Gli agenti AI possono utilizzare strumenti ed eseguire attività. Ma quanta autonomia concedere? Una riflessione su sicurezza, limiti e supervisione umana. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html) LA CONVERSAZIONE CONTINUA ## Quale prova vorresti vedere? Condividi una domanda o suggerisci un esperimento da approfondire. [Proponi un esperimento ↗](https://pighimassimiliano.it/contatti.html?motivo=esperimento) # Come iniziare con l'intelligenza artificiale: guida pratica Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html Autore: Massimiliano Pighi [Home](https://pighimassimiliano.it/index.html)/[Articoli](https://pighimassimiliano.it/articoli.html)/AIAI / Guida pratica # AI: da dove iniziare, prima ancora di scegliere uno strumento ChatGPT, Claude, Gemini e numerosi altri strumenti promettono di semplificare il nostro lavoro. Ma per iniziare davvero a utilizzare l'intelligenza artificiale non serve conoscere tutte le piattaforme disponibili. Serve capire quale problema vogliamo risolvere. [Di Massimiliano Pighi](https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html)·Circa 9 minuti di lettura IN QUESTO ARTICOLO [01 Come iniziare con l'intelligenza artificiale senza complicarsi la vita](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html#sezione-1)[02 Un esempio pratico: organizzare gli appunti di una riunione](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html#sezione-2)[03 Come scrivere un prompt efficace](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html#sezione-3)[04 Perché bisogna verificare le risposte dell'intelligenza artificiale](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html#sezione-4)[05 Imparare attraverso piccoli esperimenti](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html#sezione-5)[06 Quale strumento AI scegliere per iniziare?](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html#sezione-6)[07 Attenzione ai dati e alla privacy](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html#sezione-7)[08 Dalla curiosità all'utilizzo concreto](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html#sezione-8)[09 Conclusioni: partire da una buona domanda](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html#sezione-9)Negli ultimi tempi si parla continuamente di intelligenza artificiale. Ogni settimana emergono nuovi strumenti, funzionalità e applicazioni che promettono di trasformare il nostro modo di lavorare. Per chi segue quotidianamente questo settore è un'evoluzione affascinante, ma per chi si avvicina all'AI per la prima volta può diventare difficile capire da dove cominciare. Una delle domande più frequenti è quale strumento convenga utilizzare. Meglio ChatGPT, Claude o Gemini? È necessario acquistare un abbonamento? Bisogna conoscere la programmazione oppure seguire un corso prima di iniziare? Sono domande comprensibili, ma credo che spesso arrivino troppo presto. Prima di scegliere una piattaforma, secondo me, dovremmo porci una questione molto più semplice: quale attività della mia giornata potrebbe beneficiare concretamente dell'intelligenza artificiale? È da qui che suggerisco di partire. Non dalle funzionalità più avanzate, dai confronti tra modelli o dalle promesse di automazione, ma da un problema reale, possibilmente piccolo, che conosciamo abbastanza bene da poter valutare se l'AI ci sta effettivamente aiutando. ## Come iniziare con l'intelligenza artificiale senza complicarsi la vita Quando si scopre una nuova tecnologia, la tentazione è spesso quella di voler sperimentare immediatamente tutto ciò che offre. Con l'intelligenza artificiale questo fenomeno è particolarmente evidente, perché gli strumenti disponibili sembrano capaci di affrontare attività molto diverse: scrivere testi, analizzare documenti, generare immagini, sviluppare software e organizzare informazioni. Il rischio è quello di concentrarsi sulle capacità dello strumento senza avere un obiettivo preciso. Si fanno alcune domande, si osservano risposte apparentemente sorprendenti e, dopo l'entusiasmo iniziale, diventa difficile capire come integrare davvero l'AI nella propria quotidianità. Per questo motivo preferisco un approccio più pratico. Invece di partire chiedendomi cosa possa fare un determinato modello, cerco di individuare un'attività che svolgo abitualmente e di capire se l'intelligenza artificiale possa supportarmi in una parte del processo. Non deve necessariamente trattarsi di qualcosa di complesso. Potrebbe essere la preparazione di un'email, la riorganizzazione di alcuni appunti, la creazione di una scaletta per una presentazione oppure la sintesi di un documento. La cosa importante è che l'attività abbia un risultato riconoscibile. Se sappiamo cosa vogliamo ottenere, diventa molto più semplice valutare se la risposta generata dall'AI sia utile, corretta e coerente con le nostre aspettative. ## Un esempio pratico: organizzare gli appunti di una riunione Immaginiamo una situazione piuttosto comune in ambito lavorativo. Abbiamo appena concluso una riunione e ci ritroviamo con una serie di appunti scritti velocemente, magari poco ordinati e contenenti informazioni di natura diversa. Tra le note potrebbero esserci decisioni già prese, attività ancora da completare, argomenti da approfondire e osservazioni che non richiedono alcuna azione immediata. Normalmente dovremmo rileggere tutto, individuare le informazioni importanti e riorganizzarle in un formato comprensibile, magari per condividerle con i colleghi. È un'attività relativamente semplice, ma richiede attenzione e può diventare ripetitiva quando si partecipa a numerose riunioni. Questo è un buon esempio di come iniziare a sperimentare con l'intelligenza artificiale, perché il materiale di partenza è definito e possiamo confrontare facilmente il risultato con gli appunti originali. Potremmo chiedere a uno strumento AI di produrre una sintesi della riunione, distinguendo le decisioni prese dalle attività ancora da svolgere. In questo modo non stiamo delegando all'intelligenza artificiale la responsabilità di interpretare autonomamente il lavoro del team, ma le stiamo chiedendo di aiutarci a organizzare informazioni che abbiamo già raccolto. È un utilizzo circoscritto, facilmente verificabile e soprattutto vicino a un'esigenza reale. ## Come scrivere un prompt efficace Una delle prime cose che si imparano utilizzando l'intelligenza artificiale è che il modo in cui formuliamo una richiesta influenza sensibilmente il risultato. Se scriviamo semplicemente "Riassumi questi appunti", potremmo ottenere una risposta corretta, ma non necessariamente organizzata nel modo più utile per noi. Lo strumento non conosce automaticamente il contesto della riunione, il destinatario del documento o il formato che preferiamo. Possiamo però fornire queste informazioni direttamente nella richiesta. Immaginiamo di utilizzare un prompt di questo tipo: Analizza questi appunti di una riunione e prepara un riepilogo destinato ai partecipanti. Organizza il risultato in tre sezioni: sintesi generale, decisioni effettivamente prese e attività da completare. Per ogni attività indica il responsabile e la scadenza soltanto se queste informazioni sono presenti negli appunti. Se un dato non è disponibile, segnalalo chiaramente senza inventarlo. Una richiesta del genere offre all'intelligenza artificiale indicazioni molto più precise. Definisce il compito, chiarisce a chi è destinato il risultato, specifica il formato desiderato e introduce una regola importante per gestire le informazioni mancanti. Quest'ultimo punto merita particolare attenzione. I modelli di AI generativa possono produrre risposte convincenti anche quando alcune informazioni non sono presenti nel materiale originale. Per questo è utile chiedere esplicitamente di non aggiungere dettagli non verificabili. Non è necessario imparare formule complicate o utilizzare termini tecnici per scrivere un buon prompt. Nella maggior parte dei casi, il primo passo consiste semplicemente nello spiegare con chiarezza cosa vogliamo ottenere, quali informazioni abbiamo a disposizione e quali vincoli devono essere rispettati. ## Perché bisogna verificare le risposte dell'intelligenza artificiale Uno degli errori più comuni quando si inizia a utilizzare l'intelligenza artificiale è confondere una risposta scritta bene con una risposta necessariamente corretta. I modelli generativi sono particolarmente efficaci nel produrre testi fluidi, ordinati e apparentemente autorevoli. Questo può portarci ad abbassare il livello di attenzione, soprattutto quando il risultato sembra già pronto per essere utilizzato. Tornando all'esempio della riunione, immaginiamo che l'intelligenza artificiale produca un riepilogo perfettamente formattato, con decisioni, attività, responsabili e scadenze. Prima di condividerlo, dovremmo verificare che tutte queste informazioni siano effettivamente presenti negli appunti originali. Potrebbe accadere, ad esempio, che una proposta discussa durante la riunione venga presentata come una decisione definitiva, oppure che venga assegnata una scadenza mai concordata. Sono errori che, in un contesto professionale, possono generare incomprensioni e problemi organizzativi. Per questo considero la revisione umana una parte fondamentale del processo. L'intelligenza artificiale può aiutarci a elaborare e organizzare le informazioni, ma siamo noi a dover verificare che il risultato rispecchi correttamente la realtà. ## Imparare attraverso piccoli esperimenti Credo che uno dei modi migliori per acquisire familiarità con l'intelligenza artificiale sia procedere per piccoli esperimenti, evitando di introdurla immediatamente in processi complessi o particolarmente delicati. Nel caso degli appunti di una riunione, ad esempio, possiamo iniziare utilizzando informazioni completamente inventate. Prepariamo un breve testo con alcuni argomenti discussi, un paio di decisioni e alcune attività da svolgere, lasciando intenzionalmente qualche informazione incompleta. A quel punto chiediamo all'AI di organizzare il contenuto e osserviamo il risultato. Le decisioni sono state riportate correttamente? Le attività sono state individuate? Lo strumento ha rispettato l'indicazione di non inventare responsabili o scadenze? Se qualcosa non funziona, possiamo modificare la richiesta e ripetere la prova. Questo processo permette di comprendere progressivamente come interagire con il modello e quali risultati aspettarsi. Non serve ottenere una risposta perfetta al primo tentativo. Anzi, spesso sono proprio le correzioni successive a insegnarci come formulare istruzioni più efficaci. ## Quale strumento AI scegliere per iniziare? A questo punto possiamo tornare alla domanda iniziale: quale AI conviene utilizzare? Oggi esistono diverse piattaforme accessibili anche a chi non possiede competenze tecniche avanzate. ChatGPT, Claude e Gemini sono alcuni degli strumenti più conosciuti e possono essere utilizzati per sperimentare attività di scrittura, analisi e organizzazione delle informazioni. Non credo, però, che sia necessario provarli tutti contemporaneamente, soprattutto quando si è all'inizio. Per un primo esperimento è più utile scegliere uno strumento, imparare a formulare richieste chiare e concentrarsi sulla qualità dei risultati. Soltanto in un secondo momento può diventare interessante confrontare piattaforme differenti, valutando aspetti come la facilità di utilizzo, le funzionalità disponibili, la gestione dei documenti, i costi e le condizioni relative alla privacy. La scelta dello strumento dovrebbe dipendere soprattutto dall'attività che vogliamo svolgere. Inoltre, le capacità delle piattaforme evolvono rapidamente. Per questo preferisco concentrarmi su competenze che rimangono utili indipendentemente dal prodotto utilizzato: saper definire un obiettivo, fornire il contesto necessario, valutare il risultato e riconoscere quando è indispensabile una verifica. ## Attenzione ai dati e alla privacy Prima di utilizzare l'intelligenza artificiale con documenti reali, soprattutto in ambito aziendale, è necessario affrontare anche il tema della riservatezza delle informazioni. Quando inseriamo un testo, carichiamo un documento o condividiamo appunti di una riunione, potremmo trasmettere dati personali, informazioni commerciali o contenuti riservati a un servizio esterno. Per questo è importante conoscere le condizioni di utilizzo dello strumento scelto, verificare come vengono trattati i dati e rispettare eventuali policy aziendali. Nel caso del nostro primo esperimento, la soluzione più semplice è utilizzare materiale inventato. Possiamo imparare a scrivere prompt, osservare le risposte e comprendere il funzionamento del sistema senza condividere informazioni che richiedono particolari tutele. Quando decideremo di passare a documenti reali, dovremo invece valutare con attenzione quali dati possano essere utilizzati e attraverso quali strumenti. ## Dalla curiosità all'utilizzo concreto Uno degli aspetti che trovo più interessanti dell'AI è la possibilità di applicarla a situazioni molto diverse, senza dover necessariamente partire da progetti ambiziosi. Un piccolo esperimento sulla sintesi di una riunione può diventare il punto di partenza per comprendere come organizzare meglio le informazioni. Successivamente potremmo utilizzare lo stesso approccio per preparare una scaletta, rivedere un testo, confrontare documenti o strutturare attività. Il valore non sta tanto nel numero di strumenti che impariamo a utilizzare, quanto nella capacità di riconoscere dove queste tecnologie possono essere realmente utili. Nella mia esperienza con l'intelligenza artificiale, anche attraverso progetti più articolati come la sperimentazione con agenti AI e la costruzione di applicazioni personalizzate, continuo a considerare fondamentale questo principio: partire da un'esigenza concreta e cercare di capire quale contributo possa offrire la tecnologia. Non tutte le attività devono essere automatizzate e non tutti i problemi richiedono l'intervento di un modello AI. ## Conclusioni: partire da una buona domanda Se dovessi dare un solo consiglio a chi vuole iniziare a utilizzare l'intelligenza artificiale, sarebbe quello di non preoccuparsi troppo, almeno all'inizio, di scegliere la piattaforma migliore. Partirei invece da un'attività semplice, con un obiettivo preciso e un risultato facilmente verificabile. Preparerei una richiesta chiara, fornendo il contesto necessario, e confronterei la risposta con le informazioni originali per capire cosa funziona e cosa può essere migliorato. È un approccio che non richiede competenze tecniche particolari, ma permette di sviluppare gradualmente una maggiore consapevolezza nell'utilizzo di questi strumenti. L'intelligenza artificiale continuerà a evolversi e probabilmente cambieranno molte delle applicazioni che oggi consideriamo innovative. Quello che resterà importante, però, sarà la nostra capacità di comprendere i problemi, formulare domande sensate e valutare criticamente le risposte. Per questo credo che il modo migliore per avvicinarsi all'AI non sia partire dalla tecnologia, ma dal lavoro che vogliamo svolgere. E voi avete già trovato un'attività quotidiana nella quale l'intelligenza artificiale vi è stata davvero utile? L’AUTORE ## Massimiliano Pighi AI & Digital Innovation. Studio e implemento soluzioni di AI, automazioni e agenti e condivido ciò che sperimento. [Conosci il mio percorso ↗](https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html)[Seguimi su LinkedIn ↗](https://www.linkedin.com/in/pighimassimiliano/) CONTINUA A ESPLORARE ## Altre idee, altre prospettive. [Tutti gli articoli ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli.html) [Agenti AI Esperimento personale ### Ho creato un team di agenti AI con Hermes. E lo gestisco tutto da Telegram. La mia esperienza con Hermes AI: un ecosistema di agenti gestito da Telegram per amministrazione, contenuti e project management. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html)[AI Esperimento personale ### Ho costruito un editor simile a Microsoft Word con Claude AI. E ora mi chiedo: che fine farà il software? Ho utilizzato Claude AI per costruire un editor simile a Microsoft Word. Un esperimento che apre nuove domande sul futuro dello sviluppo software. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html)[Automazioni Processi e automazioni ### Automatizzare un processo sbagliato significa sbagliare più velocemente Automatizzare con l'AI un processo inefficiente può amplificare gli errori. Come progettare workflow, gestire eccezioni e mantenere il controllo. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html)[Agenti AI Riflessione ### Tutti vogliono agenti AI autonomi. Ma siamo pronti a lasciarli lavorare da soli? Gli agenti AI possono utilizzare strumenti ed eseguire attività. Ma quanta autonomia concedere? Una riflessione su sicurezza, limiti e supervisione umana. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html) LA CONVERSAZIONE CONTINUA ## Quale prova vorresti vedere? Condividi una domanda o suggerisci un esperimento da approfondire. [Proponi un esperimento ↗](https://pighimassimiliano.it/contatti.html?motivo=esperimento) # Come ho creato un team di agenti AI con Hermes e Telegram Fonte canonica: https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html Autore: Massimiliano Pighi [Home](https://pighimassimiliano.it/index.html)/[Articoli](https://pighimassimiliano.it/articoli.html)/Agenti AIAgenti AI / Esperimento personale # Ho creato un team di agenti AI con Hermes. E lo gestisco tutto da Telegram. Dall'amministrazione alla creazione di contenuti, fino al project management: sto costruendo un ecosistema di agenti AI che continua a evolvere insieme alle mie esigenze professionali. [Di Massimiliano Pighi](https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html)·Circa 7 minuti di lettura IN QUESTO ARTICOLO [01 Hermes AI e Telegram: un unico punto di accesso a più funzionalità](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html#sezione-1)[02 Agenti AI per l'amministrazione: fatture, pagamenti e solleciti](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html#sezione-2)[03 Creazione di contenuti: ogni mattina una nuova proposta editoriale](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html#sezione-3)[04 Project management: integrare gli agenti AI nella gestione dei progetti](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html#sezione-4)[05 Da una singola automazione a un ecosistema di agenti AI](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html#sezione-5)[06 Sicurezza, affidabilità e controllo: le sfide da affrontare](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html#sezione-6)[07 Il futuro del mio progetto con Hermes](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html#sezione-7)[08 Conclusioni](https://pighimassimiliano.it/articoli/team-agenti-ai-hermes-telegram.html#sezione-8)Negli ultimi tempi ho iniziato a sperimentare con Hermes, con l'obiettivo di capire fino a che punto fosse possibile utilizzare gli agenti di intelligenza artificiale per supportarmi nelle attività quotidiane. Quello che inizialmente era un esperimento si sta trasformando progressivamente in un progetto più articolato, nel quale sto integrando funzionalità dedicate ad ambiti molto diversi tra loro. Oggi utilizzo questo sistema per attività legate all'amministrazione, alla preparazione dei contenuti per i social e al project management. La particolarità è che posso interagire con le diverse funzionalità direttamente da Telegram, che è diventato il mio punto di accesso al progetto. L'aspetto che trovo più interessante è il modo in cui questo ecosistema continua a crescere. Non sono partito con un elenco definitivo di funzioni da realizzare, ma con l'idea di costruire qualcosa che potesse evolvere nel tempo. Ogni volta che individuo una nuova esigenza o immagino un possibile miglioramento, cerco di capire come integrarlo nel sistema. È un approccio che mi permette di esplorare concretamente le potenzialità degli agenti AI, andando oltre il semplice utilizzo di un chatbot. ## Hermes AI e Telegram: un unico punto di accesso a più funzionalità Nel lavoro quotidiano utilizziamo numerose applicazioni, ciascuna progettata per risolvere un problema specifico. Passiamo da strumenti amministrativi a piattaforme di comunicazione, software di gestione dei progetti e applicazioni dedicate alla produzione di contenuti. Con Hermes sto sperimentando un approccio differente, nel quale Telegram rappresenta l'interfaccia attraverso cui accedere a diverse funzionalità intelligenti. Questo non significa che ogni attività sia diventata completamente automatica o che tutti i processi vengano eseguiti senza supervisione. Il valore dell'esperimento consiste soprattutto nella possibilità di interagire con un sistema che riunisce capacità differenti attraverso uno strumento che utilizzo già quotidianamente. L'obiettivo è costruire progressivamente un ecosistema modulare, nel quale ogni nuova funzionalità risponda a una necessità concreta. Non mi interessa aggiungere agenti soltanto per aumentare il numero delle automazioni disponibili, ma capire quali attività possano essere realmente supportate dall'intelligenza artificiale. ## Agenti AI per l'amministrazione: fatture, pagamenti e solleciti Uno dei primi ambiti nei quali ho deciso di utilizzare Hermes riguarda l'amministrazione. La gestione delle fatture, il monitoraggio dei pagamenti e le attività legate ai solleciti rappresentano processi nei quali è necessario mantenere ordine, continuità e attenzione alle informazioni. Ho quindi iniziato a integrare nel progetto funzionalità dedicate a queste attività, con l'obiettivo di rendere più strutturata la gestione del lavoro amministrativo. Quando si parla di automazione in questo settore, però, è importante distinguere tra supporto operativo e autonomia decisionale. Un sistema intelligente può contribuire all'organizzazione delle informazioni e alla preparazione delle attività, ma operazioni delicate come i pagamenti richiedono controlli e responsabilità chiaramente definiti. Non considero quindi Hermes uno strumento al quale affidare indiscriminatamente decisioni finanziarie. Mi interessa piuttosto comprendere quali parti dei processi amministrativi possano essere semplificate e quali debbano continuare a prevedere un intervento umano. Credo che proprio questo equilibrio tra automazione e controllo rappresenti uno degli aspetti più importanti da approfondire nello sviluppo di agenti AI destinati ad attività professionali. ## Creazione di contenuti: ogni mattina una nuova proposta editoriale Un'altra funzionalità che ho integrato nel sistema riguarda la preparazione dei contenuti. Ogni mattina Hermes mi prepara un articolo o un post destinato ai miei canali social, permettendomi di iniziare la giornata con una proposta sulla quale lavorare. Per chi vuole condividere con continuità esperienze, progetti e riflessioni, la produzione editoriale richiede tempo e organizzazione. Avere una prima bozza già disponibile permette di dedicare maggiore attenzione alla qualità del messaggio, alla revisione e alla personalizzazione del contenuto. Naturalmente, generare un testo non significa avere automaticamente un articolo pronto per la pubblicazione. La direzione editoriale, la verifica delle informazioni e il punto di vista personale rimangono elementi fondamentali. Nel mio progetto, la preparazione dei contenuti è già parte della routine quotidiana, mentre la pubblicazione e gli eventuali controlli rappresentano passaggi distinti. Questa esperienza mi sta aiutando a comprendere come l'intelligenza artificiale possa supportare il lavoro creativo senza necessariamente sostituire le decisioni di chi comunica. ## Project management: integrare gli agenti AI nella gestione dei progetti Il terzo ambito riguarda direttamente la mia attività professionale. Lavorando come project manager in azienda, mi confronto quotidianamente con la necessità di organizzare informazioni, coordinare attività e mantenere una visione chiara dell'avanzamento dei progetti. Ho deciso quindi di utilizzare Hermes anche come supporto a questo tipo di lavoro, inserendo il project management all'interno dello stesso ecosistema dedicato all'amministrazione e ai contenuti. La caratteristica che collega questi ambiti è l'accesso attraverso Telegram. Posso interagire con il sistema per esigenze differenti, mantenendo un punto di contatto comune. Naturalmente, ogni contesto presenta requisiti specifici. La gestione delle informazioni aziendali richiede particolare attenzione alla riservatezza, alla separazione dei dati e alle autorizzazioni. Sono aspetti che considero fondamentali e che dovranno accompagnare l'evoluzione del progetto. L'obiettivo non è sostituire indiscriminatamente gli strumenti di project management, ma valutare come gli agenti AI possano integrarsi nel lavoro quotidiano e supportare attività specifiche. ## Da una singola automazione a un ecosistema di agenti AI Durante questa sperimentazione sto maturando una riflessione importante: costruire un'automazione e sviluppare un ecosistema di agenti AI sono due approcci differenti. Una singola automazione viene generalmente progettata per risolvere un problema specifico. Un ecosistema, invece, può essere pensato per evolvere progressivamente, integrando nuove capacità e mantenendo un'esperienza di utilizzo coerente. È questa la direzione nella quale sto sviluppando Hermes. Le funzionalità amministrative, la preparazione dei contenuti e il supporto al project management rappresentano oggi le principali aree del progetto, ma non necessariamente saranno le uniche. Ogni nuova esigenza potrebbe diventare l'occasione per sviluppare una funzionalità aggiuntiva, valutando come integrarla con ciò che esiste già. Questo approccio non significa che ogni problema debba essere risolto attraverso un agente AI. In alcuni casi una semplice automazione tradizionale potrebbe essere più appropriata, mentre in altri potrebbe non essere conveniente introdurre alcuna tecnologia aggiuntiva. Il valore sta nella possibilità di scegliere consapevolmente quali strumenti costruire in funzione delle necessità reali. ## Sicurezza, affidabilità e controllo: le sfide da affrontare Più un sistema cresce, più diventa importante comprendere come governarlo. Quando agenti differenti intervengono su attività amministrative, contenuti e informazioni aziendali, emergono questioni che non possono essere ignorate. Una delle prime riguarda la separazione dei contesti. Le informazioni utilizzate per un'attività amministrativa non dovrebbero necessariamente essere disponibili a un agente dedicato alla creazione di contenuti. Allo stesso modo, le informazioni aziendali richiedono autorizzazioni e controlli adeguati. Un altro aspetto riguarda le azioni che il sistema può eseguire. Alcune attività possono essere automatizzate con rischi limitati, mentre altre richiedono conferme esplicite e verifiche. Infine, è necessario comprendere come osservare gli errori e valutare il comportamento delle nuove funzionalità. Un sistema che funziona correttamente durante una dimostrazione potrebbe presentare problemi quando vengono introdotti dati differenti o situazioni impreviste. Sono temi che voglio approfondire progressivamente, accompagnando lo sviluppo del progetto con verifiche concrete. ## Il futuro del mio progetto con Hermes Questa esperienza sta cambiando il modo in cui mi avvicino agli strumenti digitali. Quando emerge una nuova esigenza professionale, sempre più spesso mi chiedo se possa essere utile costruire una funzionalità specifica, invece di cercare immediatamente un'altra applicazione. Non significa che il software tradizionale sia destinato a scomparire, ma che l'intelligenza artificiale sta rendendo più accessibile la possibilità di creare strumenti personalizzati. Nel mio caso, Hermes rappresenta il punto di partenza di questa sperimentazione e Telegram l'interfaccia attraverso cui interagisco con il sistema. Non ho ancora raccolto metriche strutturate sul tempo risparmiato, benchmark di affidabilità o risultati verificati su larga scala. Preferisco raccontare il progetto per quello che è oggi, distinguendo le funzionalità che sto utilizzando dalle possibilità che voglio esplorare in futuro. ## Conclusioni Quello che sto costruendo con Hermes è prima di tutto un laboratorio personale nel quale sperimentare il rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro quotidiano. Oggi il sistema comprende funzionalità dedicate all'amministrazione, alla creazione di contenuti e al project management. Domani potrebbe evolvere ulteriormente, seguendo le esigenze che emergeranno durante il suo utilizzo. Voglio continuare a documentare questo percorso, condividendo non soltanto le nuove funzionalità, ma anche i problemi incontrati, le scelte progettuali e i risultati che riuscirò a misurare. Perché credo che uno degli aspetti più interessanti dell'intelligenza artificiale sia proprio la possibilità di costruire strumenti che si adattino progressivamente al nostro modo di lavorare. Se poteste avere un team di agenti AI a disposizione direttamente su Telegram, quale sarebbe la prima attività che gli affidereste? L’AUTORE ## Massimiliano Pighi AI & Digital Innovation. Studio e implemento soluzioni di AI, automazioni e agenti e condivido ciò che sperimento. [Conosci il mio percorso ↗](https://pighimassimiliano.it/chi-sono.html)[Seguimi su LinkedIn ↗](https://www.linkedin.com/in/pighimassimiliano/) CONTINUA A ESPLORARE ## Altre idee, altre prospettive. [Tutti gli articoli ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli.html) [AI Esperimento personale ### Ho costruito un editor simile a Microsoft Word con Claude AI. E ora mi chiedo: che fine farà il software? Ho utilizzato Claude AI per costruire un editor simile a Microsoft Word. Un esperimento che apre nuove domande sul futuro dello sviluppo software. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/claude-ai-editor-word-futuro-software.html)[AI Guida pratica ### AI: da dove iniziare, prima ancora di scegliere uno strumento Vuoi iniziare a usare l'intelligenza artificiale? Parti da un obiettivo concreto, impara a scrivere prompt efficaci e verifica i risultati. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/come-iniziare-intelligenza-artificiale.html)[Automazioni Processi e automazioni ### Automatizzare un processo sbagliato significa sbagliare più velocemente Automatizzare con l'AI un processo inefficiente può amplificare gli errori. Come progettare workflow, gestire eccezioni e mantenere il controllo. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/automatizzare-processo-sbagliato.html)[Agenti AI Riflessione ### Tutti vogliono agenti AI autonomi. Ma siamo pronti a lasciarli lavorare da soli? Gli agenti AI possono utilizzare strumenti ed eseguire attività. Ma quanta autonomia concedere? Una riflessione su sicurezza, limiti e supervisione umana. Leggi l’articolo ↗](https://pighimassimiliano.it/articoli/agenti-ai-autonomi-controllo-umano.html) LA CONVERSAZIONE CONTINUA ## Quale prova vorresti vedere? Condividi una domanda o suggerisci un esperimento da approfondire. [Proponi un esperimento ↗](https://pighimassimiliano.it/contatti.html?motivo=esperimento)